Ecommerce Canvas: lo shop online messo al muro! Intervista a Nicola Bertoli

Alzi la mano chi non si è mai sentito dire da un amico o non ha mai pensato: “Adesso metto online un e-commerce e divento ricco!”. Sulla scorta dei successi dei big player del settore sono in molti ad avere avuto un aumento di salivazione davanti a numeri incredibili, basti pensare al record ottenuto da Amazon nel recentissimo “Turkey 5” (che corrisponde al periodo che va dal Black Friday al Cyber Monday): 140 milioni di prodotti venduti in una manciata di giorni.

Se i numeri sono allettanti, l’organizzazione di un e-commerce è invece un processo complesso e articolato, che prevede innanzitutto consapevolezza. Ne parliamo con Nicola Bertoli, founder di ecommercemag, amico e uomo a cui scorre il funk nelle vene (sì, forse quest’ultima cosa sembra non c’entrare ma invece vi assicuriamo che ci vuole molto groove per star dietro a un magazine sugli shop online).

 

Ciao Nicola, inizierei questa nostra intervista sfatando un mito che avvolge spesso gli e-commerce: “Se apri un e-commerce guadagni anche mentre dormi”. Capita spesso infatti che gli imprenditori interpretino il loro shop online come una pianta grassa che, una volta lanciata sul web, deve crescere e mantenersi viva senza bisogno di cure. Ecommercemag è nato anche per creare consapevolezza sui livelli che contribuiscono a far funzionare uno store sul web?

Ciao Manu. Sei andata subito al dunque.
Il magazine ha come obiettivo quello di diffondere contenuti inerenti al commercio elettronico per un pubblico di aziende/imprenditori, liberi professionisti, consulenti e tutti i player che gravitano intorno al settore. La vera mission è cercare di creare cultura su questo specifico argomento, on line infatti non ci sono molti magazine che verticalizzano sul tema ecommerce. Il commercio elettronico è un tema che sarà sempre più centrale nelle strategie digitali delle aziende.

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Sul vostro magazine digitale date la possibilità di scaricarsi un canvas dedicato agli e-commerce. Puoi spiegarci com’è nata l’idea e come si utilizza?

Negli ultimi due anni mi sono dedicato al tema dell’innovazione studiando molto i modelli di business (attraverso il business model canvas), le tematiche legate alla user experience dei progetti digitali e il design thinking.
Ho notato che esistono dei canvas per qualsiasi esigenza, escluso per l’e-commerce, quindi ho ritenuto strategico occuparmene. E’ stata una scelta vincente perché durante gli ultimi ultimi 6 mesi lo abbiamo testato con diversi clienti (con MWD.Digital, agenzia di Verona con la quale collaboro) ed ha dato interessanti feedback.
​Lo strumento è diviso in 5 aree: quella strategica, nella quale si sintetizzano le attività utili a definire il posizionamento dell’e-commerce, quella delle attività nella quale si indicano i task pratici. C’è poi l’area della promozione nella quale ci si dedica alle attività marketing. A chiudere il canvas ci sono poi l’area finanza nei quali sono stati inseriti i costi e i ricavi e l’ultima area nella quale ci si occupa della pianificazione attraverso la quale è chiaro vedere come poter anticipare tutte le azioni/manutenzioni/scadenze del progetto di ecommerce in progettazione.

[Per chi volessi scaricare l’ecommerce canvas o saperne di più basta cliccare qui]

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Online si vende di tutto; dalla moda agli accessori per le bare. Puoi raccontarci alcuni esempi di e-commerce che ti hanno veramente colpito per la loro originalità?

On line si vende di tutto, vero. Tra le varie tematiche che trattiamo sul magazine, ce ne sono anche di leggere e simpatiche, utili a capire come lo strumento e-commerce possa davvero essere out of the box per vendere qualsiasi cosa on line.
In un nostro articolo abbiamo trovati alcuni esempi esemplari:
Somethingstore.com In questo sito per 10$ si può ricevere un pacco regalo con dentro un oggetto a caso tra borse, gadget, palloni, videogiochi, vasellame, radio, skate… però non sarete voi a scegliere cosa comprare, la scatola conterrà un oggetto a sorpresa.
Shitexpress.com In questo sito è possibile comprare sterco (si può scegliere l’animale più gradito) e inviarlo in totale anonimato a chi si vuole, notare la finezza, si può pagare anche in bitcoin.
Lunarland.com sembra il sito di una normale agenzia immobiliare, con la differenza che gli immobili che sono in vendita sono ettari di Luna, con tanto di garanzia fornita dalla IAOHPE (International Association Of Human Planetary exploration).
Se sei curiosa puoi approfondire in questo post.

 

Un’ultima domanda Nicola: è già evidente quanto lo smartphone abbiamo cambiato i comportamenti d’acquisto e le modalità di ricerca dei prodotti. Come ha giustamente sottolineato Gianluca Diegoli in un suo post, “lo screen shopping è il nuovo windows shopping, cioè il nuovo farsi un giro per vetrine”. Dal divano e mentre siamo in fila alla posta possiamo già farci un’idea di quello che vorremmo comprare e averlo in pochi click. Il mobile shopping è una pratica sempre più diffusa, per questo potremmo chiederti riflessioni complicatissime sulle future evoluzioni e invece ci interessa sapere… qual è l’ultima cosa che hai acquistato da smartphone?

Con lo smartphone uso tantissimo i servizi di mobilità (Trenitalia, Enjoy, Easypark), sono super comodi con le app. L’ultimo acquisto è stato un pranzo su Deliveroo. Oltre al mobile, che è già, naturale estensione umana, sarà interessante vedere come si svilupperà il guideshopping, vera “innovazione” dello shopping omnicanale. Nei guideshop non manca niente rispetto i tradizionali negozi, l’unica differenza è che non è possibile acquistare la merce. Il motivo probabilmente è legato al fatto che il commercio fisico la fa ancora da super-padrone ma diventa ancor più strategico sfruttarlo per fare lead e data generation. I futuri clienti online avranno visto, provato e valutato la merce prima di acquistarla direttamente dal loro smartphone quando vorranno.

 

 

Hai intenzione di mettere online un e-commerce? Prima mettilo al muro! Scaricati l’ecommerce Canvas qui, stampalo e appendilo nel tuo ufficio ma solo dopo esserti chiesto: “Gli dedicherò il tempo che dedicherei alla creazione di un’azienda oppure voglio solo un’altra pianta grassa digitale????”