MAYWEATHER vs MCGREGOR: la comunicazione efficace fuori dal ring

Per chi non conoscesse i due signori del titolo, il sottotitolo del post è questo:

Come un lottatore ci insegna il potenziamento posturale e la comunicazione efficace.

 

Ma partiamo da una data precisa.

Il 27 agosto anche i non appassionati di boxe avranno notato sul web e sulle principali testate nazionali e internazionali gli articoli dedicati a uno degli incontri più pubblicizzati della storia. A contendersi la vittoria Floyd “Money” Mayweather, indiscusso talento del pugilato e Conor McGregor, star delle MMA (Mixed Martial Arts) nonché caso notevole di Personal Branding su Instagram (qui il suo account: @thenotoriousmma).

Non mi addentrerò in tutte le discussioni sportive su un incontro impari già sulla carta, né nelle riflessioni sulla montagna di denaro che ha circolato attorno a questo incontro. 1 miliardo di dollari è tanta roba. Tantissima.

Quello che mi ha colpita riguarda uno dei livelli in gioco: la comunicazione non verbale di chi col corpo sale sul ring o su un ottagono (nel caso delle MMA) e già camminando comunica la sua assoluta presenza. Il suo qui ed ora nella relazione con l’avversario e il pubblico.

A cosa mi riferisco? Guarda questo video in cui McGregor marca il territorio prima dell’incontro.

Sì, questa è la famosa camminata in stile orango: un modo di mettersi in scena che McGregor ha studiato e perfezionato con Ido Portal, il suo coach (e la mia nuova ossessione)

In questi 4 minuti puoi vedere un po’ di loro allenamenti.

Quando ho visto queste immagini le mie sinapsi si sono subito attivate, perché ci ho ritrovato un esempio lampante di quella che Amy Cuddy, nel suo libro Il potere emotivo dei gesti, chiama la PRESENZA.

Amy Cuddy non fa pugilato, né si azzuffa su un ring.

Amy Cuddy è una psicologa sociale – insegna alla Harvard Business School – diventata molto celebre dopo il suo TedTalk sul potere che i nostri gesti hanno nel determinare chi siamo.

Nel suo libro Amy si sofferma su quello che definisce potenziamento posturale, vale a dire la possibilità di allenare i nostri gesti e la nostra postura in modo da diventare più sicuri e consapevoli. In pratica si tratta di ribaltare il “Canto perché sono felice” in “Sono felice perché canto”. Una tesi provocatoria che la Cuddy riprende da William James e che, partendo dall’assunto che le esperienze corporee generino emozioni, sostiene che sia possibile simulare le emozioni fino da attualizzarle.

Quindi, se ci si sente giù di corda, fare (proprio nel senso di costruire) gesti positivi come il sorridere, il saltellare, l’aprire le braccia e il petto, influisce sul cambiamento di umore e aiuta a raggiungere uno stato d’animo migliore.

Oppure, se ci si deve presentare a un colloquio o si deve tenere un intervento in pubblico, assumere posizioni di potere (spalle aperte, cassa toracica rilassata, ecc) ci rende realmente più disinvolti e convincenti, perché cambia il nostro atteggiamento e la nostra attitudine comunicativa.

Il potenziamente posturale è quindi uno degli strumenti della comunicazione efficace, perché i nostri gesti, condizionando il modo in cui pensiamo, ci sentiamo e ci comportiamo, influiscono anche sulla nostra capacità di interazione e relazione. Nel libro la Cuddy riporta esempi, ricerche e storie di vita. A partire dalla sua. Vittima di un brutto incidente stradale Amy riporta una lesione cerebrale traumatica (in pratica durante l’incidente il cranio è rimasto bloccato mentre il cervello ha continuato a muoversi a causa dell’impatto). Una lesione che le causa numerosi problemi e la rende, nel tempo, insicura, confusa, ansiosa. Proprio questi stati d’animo l’hanno portata a studiare in modo scientifico la “presenza”, la capacità di sintonizzarsi con il proprio sentire e il proprio potenziale, per poterli esprimere. La sua biografia le imponeva di “riprogettare” il corpo, le sensazioni, le espressioni per tornare a stare bene.

Ecco. Qui rientra in gioco Conor McGregor, che con la sua camminata da orango ci ricorda che siamo corpi nello spazio, creature in movimento forti della loro capacità di cambiamento.