Ho il Twitter e non ho paura a usarlo!


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Twitter è quel social network che…

Sì, vabbè, se vi devo anche spiegare cosa sia e perché, allora facciamo notte. E poi non so voi, ma io tutto questo tempo non ce l’ho. Manco la voglia. Ho il Twitter, però. E non ho paura a usarlo. Negli ultimi tempi mi sono però accorto di una cosa abbastanza fastidiosa: stelline, stelline ovunque. Una piccola premessa nozionistica però ci vuole, ma lo farò a modo mio, secondo il mio personale punto di vista.

Il RT – o ReTweet che dir si voglia – è quella pratica diffusa del “Mi piace quello che hai detto e lo voglio condividere con il Mondo senza per forza rubarti le parole e fare finta di averlo scritto io”.

La stellina – o Preferiti – è quella utility che ti permette di “salvare” i tweet che reputi interessanti e ricordarteli ad illo tempore.

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Ok? Ci siamo? RT è condivisione, Stellina è personale. Sì, ok, c’è la possibilità di visualizzare i preferiti in ogni profilo, ma nessuno lo fa, manco il ragazzo geloso che deve verificare ogni tipo di relazione della santa che non si sa per quale motivo lo stia ancora sopportando.

Tutto questo per dire che qua un tempo era tutta campagna. E potrei già finire così questo articolo che Gazduna si è sincerato scrivessi in una certa maniera. “Oh, di Twitter ne sono usciti mille di pezzi, cos’altro vuoi mai aggiungere?”. La rabbia alla bocca, ecco cosa. Una bocca sorridente, però. Un sorriso da folle omicida.

Sì, perché come dicevo poc’anzi, vedo stelline ovunque, come fosse la nuova moda dell’estate! Già non seguo nessuna moda e son sopportato a stento dalle fashion blogger, figurarsi se posso accettare queste condizioni. Mettiamola così: chi stellina e non interagisce mai in alcun modo è un grandissimo paraculo. Fate voi i vostri conti. Quante persone vi “preferiscono” senza mai cagarvi di striscio? Ecco, è un paraculo. Il social – lo dice la parola – è uno strumento che favorisce la socialità, lo scambio e il confronto: a che serve se l’unica voce che ammettiamo è solo la nostra?

Posso fare di meglio: la stellina è l’equivalente digitale di quelle persone che chiami poco, poi capita la volta buona e la prima cosa che ti senti dire è “Oh, non ti fai mai sentire!”. Fastidio massimo. Ma anche di quelle che ti sputano allegramente alle spalle, ma poi in faccia ti dicono che sei un grande. Odio senza pari. Ma anche. No, vabbè, basta così. Era giusto per rendere l’idea.

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La stellina è un memoriale utile. Il RT è la forma più pura di condivisione e apprezzamento. Nulla più, nulla meno. In certe religioni il termine twitstar significa “persona che per qualche insensato motivo è più importante di te”, ma non bisogna preoccuparsene troppo, anzi: spesso e volentieri sono proprio queste twitstar a utilizzare l’escamotage del “ti stellino, così ti faccio felice senza dover condividere quanto la tua piccola mente ha partorito”.

Ora mi calmo, lo prometto. Anch’io stellino, eh. Quelle due o tre volte l’anno, per intenderci. Cose che magari mi passano sotto gli occhi e penso siano da ricordare. Ve l’ho detto all’inizio: ho il Twitter e non ho paura a usarlo. Alzo il tiro: vorrei lanciare un hashtag particolare: #Stellinantani.

Il gioco è scrivere la prima cosa che vi passa per la testa, ora, in questo istante. Poi il primo che vi stellina evidentemente a caso, gli mandate un messaggio con scritto: “Anche RT, per due, senza crema”. A cosa serve tutto questo? Così, per puro ed essenziale divertimento. Visto che si stellina ad minchiam, tanto vale trovare un modo per essere “social”: non abbiate paura ad usare Twitter.

Ora Twittate minchiate e hashtaggate #Stellinantani!

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