5 grandi libri da leggere prima di morire (che dopo è un po’ fatica)

Questo è l’ultimo articolo che scriverò per Gazduna. Ecco: l’ho detto. Qualcuno ha lasciato aperta la porta della mia gabbia e io sono andato a fare un giro fuori. Sapete che c’è? Non mi è dispiaciuto.

Quindi alzo i tacchi e vado a vedere il mondo, come il Genio di Aladdin.

Ho pensato che mentre starò via potrebbe interessarvi fare qualche lettura sicuramente migliore degli sproloqui che vi ho propinato per questi tre anni. Quindi eccovi – in ordine rigorosamente sparso – cinque libri che sono parecchio contento di aver letto prima di morire.

Ossequiosamente vostro,

Zaziwo Ford.

Le meraviglie del possibile – AA.VV.

meraviglie del possibile einaudi

Immaginate la scena: due tizi alla disperata ricerca di una casa hanno per amico un architetto matto come un cavallo. Figurati se l’amico architetto non fa lo splendido! Ed ecco che tira fuori una casa così all’avanguardia che come ti giri gli spazi si moltiplicano.

Una cosa tipo “Oh come mi piacerebbe un ripostiglio vicino al tinello!” e – ZAC! – il ripostiglio è bell’e pronto con tanto di scope dentro.

E però, chiaramente, succede una cosa. Una cosina da nulla, che per non spoilerare chiameremo la scoreggina di un muflone e – ariZAC! – la casa li imprigiona e tantisaluti.

Questo, in sintesi, è La casa nuova, uno dei 29 racconti di quella che secondo me è la più bella raccolta di fantascienza mai arrivata sugli scaffali di una libreria: Le meraviglie del possibile.

Dovessi dirvi qual è il mio racconto preferito, farei molta fatica. Però posso dirvi che l’unico dal quale mi sono preso la liberta di tirar fuori un cortometraggio è stato Prott, di Margaret St. Claire.

 

Infinite Jest – David Foster Wallace

infinite jest david foster wallace

Di Infinite Jest sentirete dire di tutto: da “è una merda immonda!” a “è un capolavoro senza tempo!”.

Ecco, per me, dare giudizi di valore su questo libro è un po’ come cercare di asciugare il mare con la spugna del bagno. Non sei tu che lo leggi, è lui che ti prende a sberle per mille e passa pagine.

Dice: “Oh, ci son 250 pagine SOLO DI NOTE!”

Vero, ma basta avere due segnalibri. O le dita abbastanza lunghe.

Ned Stark su Infinite Jest

Leggere Infinite Jest non è facile. Anzi, è proprio un casino. Ma è un casino così affascinante che vi ripaga di ogni goccia di sudore versata.

E poi, quando non fa incazzare, fa ridere. Ma tanto.

Di cosa parla? Non è importante.

Potrei star qui a scrivere pagine e pagine di recensione, ma la verità è che Tegamini (eterna stima!) lo ha fatto prima di me e molto meglio. Quindi, se non vi ho convinto io, lasciate che il suo cuore di ciniglia gialla faccia il resto.

Flatlandia – Edwin A. Abbot

Non so quale sia il vostro criterio guida quando dovete scegliere un libro da regalare a una persona che non condivide i vostri gusti letterari. Io ne ho uno infallibile: il PREZZO. Se costa poco, ho trovato cosa regalare.

Ed è esattamente così che ho scoperto Flatlandia – Racconto fantastico a più dimensioni, un libretto sottile come una pizza ma denso come una stella di neutroni.

Cosa succede quando in un mondo a due dimensioni (in cui le donne possono ucciderti se non sculettano in continuazione) irrompe – bullandosi non poco della sua tridimensionalità – una sfera?

Succede che adesso uscite e vi andate a comprare il libro.

Trilogia della città di K – Agota Kristof

trilogia della città di k agota kristof

C’è una qualche guerra, in un qualche posto del mondo. Ci sono due gemelli. C’è tutto il male del mondo, che ha la forma di una nonna brutta, sporca, vecchia e cattivissima.

Poi ci sono mille scatole cinesi, una verità che non viene mai a galla, un gioco sempre più complicato e la sensazione – alla fine – di essere stati presi in giro fin dalla copertina.

Trilogia della città di K è in assoluto il più grande pugno nello stomaco che ho mai ricevuto da quando ho imparato l’alfabeto.

Lasciatevi picchiare, ne sarete entusiasti.

Il maestro e Margherita – Michail Bulgakov

il maestro e margherita

Mosca. 1930 (molto più o meno). Due signori seduti su una panchina. Uno fa all’altro: “Caro signore, lo vede quell’uomo laggiù? Scommettiamo che un tram gli farà saltar via la testa nei prossimi cinque minuti?”. Detto, fatto.

E’ così che inizia Il maestro e Margherita, uno di quei romanzi così perfetti che solo a parlarne hai paura di rovinarli.

C’è un diavolo casinaro, che se ne va in giro a far danni.

C’è una scombinatissima compagnia teatrale.

Ci sono Gesù e Ponzio Pilato.

C’è un gatto.

C’è Margherita.

E poi, quando meno te lo aspetti, finisce.