Tutte le curiosità delle Olimpiadi Invernali più social e hot di sempre!


Freestyle Olimpiadi Sochi

Le Olimpiadi di Sochi si sono appena concluse. Un evento strepitoso che rimarrà nella memoria degli amanti dei giochi invernali e anche di coloro che di neve, pattini e sci non ne capiscono nulla ma, grazie alla magia dello sport, sono riusciti a entrare in pieno nello spirito olimpico!

Io son stata catturata subito da questo evento e, dopo aver vissuto la cerimonia di apertura direttamente dagli studi di @SkySport, mi sono completamente abbandonata al richiamo magnetico delle Olimpiadi!

Quelle di Sochi 2014 sono state Olimpiadi esagerate; non solo per le polemiche registrate prima, durante e a fine evento ma, soprattutto, per tutti i record e i “più” che hanno segnato! Infatti sono state le…

+ costose in assoluto! Con oltre 51 miliardi di dollari spesi per impianti, infrastrutture, eventi e alloggi degli atleti, si sono superati anche i costi dei giochi olimpici estivi. Davvero un budget incredibile, specie considerando alcune soluzioni cheap che sono state adottate: avete sentito parlare dei bagni doppi e delle porte così fragili che si sfondano con una spallata?

I bagni di Sochi
Un tweet dello snowboarder canadese Sebastien Toutant svela le folli istruzioni dei bagni doppi di Sochi

+ social che mai! Se, come me, avete commentato le olimpiadi usando l’hashtag Twitter #SkyOlimpiadi vi sarete resi conto della quantità immensa di tweet pubblicati durante l’evento! E il bello è che i commentatori li hanno citati durante le trasmissioni, per arricchire la diretta e dare ai social-spettatori un ruolo da protagonista! Una tendenza non solo italiana… avete notato gli atleti a stelle e strisce dello snowboard?!? Sempre con il cellulare in mano per aggiornare la timeline con notizie in direttissima! Un vero spasso!

Meanwhile in cold, cold Russia...

+ calde di sempre! Tanto sole, forse troppo considerando i 16 gradi registrati, tali da costringere la Russia a ricorrere a tonnellate di costosissimo sale svizzero e a tanta, tanta neve accumulata negli anni in capannoni speciali, per migliorare la tenuta delle piste e permettere agli atleti di gareggiare.

+ spaziali dato che la torcia olimpica, nei suoi 4 mesi di peregrinaggio in giro per il mondo è stata portata pure in una stazione orbitante russa!

La pattinatrice Wagner viene informata dei preservativi a cui ha diritto

+ “safe sex” considerando il numero record di preservativi distribuiti agli atleti: ben 100.800, per una media di 35 a testa! Un po’ tantini, considerando che a Londra, nel 2012, erano “solo” 15. Che ci vogliamo fare, so’ ragazzi! 😉

+ bizzarre… e qui si potrebbero citare davvero mille stranezze susseguite nei 18 giorni di gare.

Vi propongo le due cose mi hanno lasciata più di stucco: le divise dei norvegesi del curling (meritavano l’oro solo per il coraggio di indossare quei capi da crisi epilettica) e le medaglie contenenti frammenti di meteorite che sono state consegnate agli atleti (assieme a quelle ufficiali) solo nel giorno 15 febbraio, per ricordare il grosso meteorite caduto in Russia un anno prima, nei pressi della città di Chelyabinsk.

Sì, causiamo crisi epilettiche.

+ rappresentative: 82 Paesi partecipanti, tra cui il Messico, nazione che da sei edizioni si presenta alle olimpiadi invernali con un unico, meraviglioso atleta: il coloratissimo, nobilissimo (nonché fondatore della nota fondazione sci messicana) Hubertus Von Hohenlohe. Vorrei incontrarlo solo per urlare il suo nome e abbracciarlo!

Hubertus Von Hohenlohe olimpiadi invernali sochi 2014
Hi, my name is Hubertus Von Hohenlohe.

C’era anche l’Isola di Tonga! Il suo unico atleta, Fuahea Semi, ha dato vita a un’incredibile operazione di marketing: ha cambiato nome all’anagrafe e trovato un finanziatore che ha fornito l’appoggio economico per farlo diventare un professionista dello slittino. Dal cancelletto è sceso come Bruno Banani – noto brand di intimo tedesco – con tanto di palma sulla divisa! O_O

Bruno Banani in slittino
And my name is Bruno Banani. Problems?

All’appello sono mancati però alcuni Paesi che, ottenendo un solo atleta qualificato, hanno deciso di non mandarli a gareggiare. Così il povero fondista Mehdi-Selim Khelifi è dovuto rimanere in Algeria. E anche il diciottenne sudafricano Sive Speelman, 2.290° nel ranking mondiale, ha visto infrangersi il sogno di gareggiare. A nulla sono valse le petizioni e l’attenzione dei media richiamata sulla vicenda. A voi, sfortunati ragazzi, va tutta la mia stima!

Sive Speelman from South Africa: atleta non mandato a Sochi 2014
Niente Olimpiade per il sudafricano Speelman...

Per chiudere questo racconto di Sochi 2014 vorrei parlarvi di una storia meravigliosa che è passata un po’ inosservata ma che non è sfuggita allo sguardo attento di Nadiolosca! Shiva Keshavan, atleta indiano 32enne che da sempre ha il sogno dello slittino e che si allena in condizioni assurde – buttandosi giù a 100 km/h sulle stradine himalayane, schivando pecore e automobili – rischiava di non partecipare ai Giochi, in seguito alla squalifica per corruzione del comitato olimpico indiano. L’atleta ha girato un video, divenuto subito virale, e fatto partire una campagna di raccolta fondi per premettersi il viaggio.

E’ riuscito nel suo intento, ha gareggiato a Sochi in rappresentanza dei Colori Olimpici, dato che non poteva farlo per il suo Paese. In gara ha perso il controllo del suo mezzo, è stato sbalzato fuori dal suo slittino… ma si è prontamente rialzato e ha ripreso la competizione. Non è salito sul podio, ma incarna in pieno l’essenza dei Giochi! Un grande!

Che bella, questa Olimpiade!!!

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