Più ne faccio e meno mi concentro: la tecnologia “mindful” contro la tirannia del multitasking

La tecnologia che ci aiuta a non farci sommergere di tecnologia

Mentre scrivo questo post lo sfondo della mia pagina cambia colore gradatamente, in modo quasi impercettibile, e nelle cuffie sento un ruscello d’acqua scorrere e degli usignoli che cinguettano insieme al fruscio del vento. Ma cosa diavolo mi sono fumato?

Calmi, calmi: sono ancora nella legalità. E’ solo che sto usando Noisli invece di un classico Word editor.

Le tante funzionalità di Noesli

Noisli è uno dei tanti strumenti per il relaxation writing, che mi permette di essere totalmente concentrato su quello che sto facendo, ora, in questo momento. Cioè scrivere il post. La tab di Facebook non è aperta, Twitter è un lontano miraggio, e il 3G sul mio Galaxy (si, pure quello!) è impensabilmente switched off.

Eh già. Ci avete mai fatto caso? Mentre scrivete-leggete-mangiate (o qualsiasi altra cosa stiate facendo) soltanto in rarissimi casi siete realmente focalizzati sulla vostra attività. Quante volte siete diabolicamente attratti dal compulsivo richiamo della notifica? Quel “(1)” di Facebook più irresistibile di una Fruit-Joy… mentre ti caramboli su Whatsapp per scoprire che nella chat di gruppo ci sono 74 messaggini non letti, di cui 73 sono icone e monosillabe?

L'urlo della disperazione da overload tecnologico!Nell’iperfrenetica vita da Socialcosi, ormai abbiamo così tante e comprovate abilità di multitasking che potremmo metterle nel curriculum. Ma siamo talmente bravi a fare quattro o cinque cose contemporaneamente, che la nostra mente-RAM ha perso drasticamente il senso del presente, dello stare nel momento in cui si vive, nel luogo in cui si è, con ciò che si ha intorno.

Tanto per ricordarlo, Carpe Diem non è un motto per pescatori d’acque dolci, ma il consiglio derivato da un distillato di filosofia millenaria che attraversa i continenti e le culture: sarà così difficile vivere il momento? Oggi SI’.

Ecco che allora arriva in aiuto la tecnologia, che prima crea il problema, poi lo cura: BreakTime è un tool per Mac che ogni 20 minuti mette in pausa il pc e vieta di compiere ogni qualsiasi azione per 2 minuti. Proprio il tempo che serve alla nostra mente per tornare al focus di quello che stavamo facendo, spazzando via l’impellenza di scrollare su Facebook e Twitter.

Tecnologia mobile e benessere: il caso Buddhify

Buddhify è una app per la meditazione on-the-go, che permette di sviluppare la concentrazione in qualsiasi posto ci ti trova: in mezzo al traffico, in ufficio, in fila alle poste, mentre attraversiamo la strada (eh si, si può anche attraversare la strada “consapevolmente”).

Insomma, la nostra era e i nostri limiti ci stanno chiedendo di ritornare “mindful”. Non a caso il Time di febbraio dedica la copertina proprio a questo: essere concentrati diventa un atto rivoluzionario, perché la distrazione è ormai la norma.

Mindful Revolution: la cover del TimeMa distrazione e improduttività sono parenti stretti: aziende del calibro di eBay e Google hanno inserito corsi gratuiti di meditazione per i propri dipendenti, chiedono consulenze a monaci zen e organizzano eventi come Wisdom 2.0. E perfino in Italia, nelle scuole (sì, le vecchie e obsolete scuole pubbliche) il regista David Lynch ha portato il progetto Quiet time program per sviluppare la mindfulness nei ragazzi.

Che la spiritualità sia (anche) un business per molti lo si sapeva da tempo (il buon Osho aveva 93 Rolls-Royce), ma non credo che stiamo assistendo a una rinascita New Age, o a una sorta di zen postmoderno farcito di buddismo 2.0.

No, qui stiamo un po’ tutti capendo che se non vogliamo impazzire dobbiamo fermarci un secondo, fare slow-down, e ritornare, come ci diceva la povera nonna (che non aveva mai fatto yoga) a “fare una cosa alla volta”.

Perché sicuramente ci riuscirà meglio. Alla faccia tua, maledetto multitasking!

Mind Full VS Mindful