Modi folli per ottenere un lavoro: quando le risorse umane scoprono il neuromarketing

Unconventional recruiting

Occhio alla neurologia. Non lo dico così, tanto per scherzare. Fate molta attenzione alla neurologia, cioè allo studio del funzionamento delle aree del cervello. Perché quando si muove, ossia esce dalla pura scienza per applicarsi a settori diversi da quello della cura, accadono cose strane. Se poi fa coppia col marketing, scappate!

Il neuromarketing, in breve.
Arwtork by Giuseppe Genova

I markettari D.O.C. avranno sentito più volte parlare di neuromarketing, con tutti gli affascinanti risvolti del caso. Che bello, pensate un po’! Capire come il nostro cervello reagisce agli stimoli pubblicitari, per creare pubblicità che bucano ulteriormente le nostre barriere cerebrali!

Per fortuna il neuromarketing non è solo questo (o meglio, lo è SOLO quando le ricerche – costosissime – sono finanziate da grandi brand con gli evidenti risvolti del caso).

Ma può accadere anche che questa affascinante e controversa disciplina, venga a imbattersi con un’altra, altrettanto ambigua nebulosa, nella quale ci siamo addentrati più o meno tutti (a parte figli di papà, raccomandati ed ereditieri): il RECRUITING.

Ed eccola là, puntuale come il cioccolato svizzero, arrivare l’agenzia creativa che seleziona i propri candidati tramite test neurologici. Non per capire come reagisce il destinatario del messaggio, ma per comprendere se il candidato prescelto sarà in grado di creare quel messaggio.

La TBWA, una delle principali agenzie pubblicitarie al mondo, per la prima volta nella storia del recruiting aziendale, ha sottoposto i contendenti al posto di “creativo d’agenzia” a un test delle onde cerebrali.

Nell’ADLove Project i ragazzi hanno assistito ad alcuni spot durante i quali sono stati registrati i livelli di passione, amore ed eccitamento nelle aree del cervello associate alla creatività. Su 500 candidati, soltanto 5 hanno dimostrato di essere scientificamente creativi e passionali.

La risposta giusta è dentro il tuo cervello!Non è la prima volta che un’azienda utilizza tattiche di questo genere per scegliere i ragazzi che andranno a fare un tirocinio (che pensavate, li assumessero subito? La scienza può anche sbagliarsi!).

Heineken ha messo in piedi una simpatica iniziativa chiamata The Candidate dove gli aspiranti event organizer hanno dovuto superare un vero/finto colloquio con tanto di prove di coraggio estremo, manco fossimo a Pechino Express.

Al povero Guy Luchting, che si è rivelato il concorrente maggiormente allineato con lo spirito richiesto per occupare la posizione, l’assunzione è stata annunciata su maxischermo prima del match Juve-Chelsea di Champions League.

E ancora: come dimenticare Reveal di L’Oréal, una sorta di Final Fantasy aziendale dove invece di dragoni e creature fantastiche, ti trovavi di fronte a dinamici manager in carriera e pagine di documenti sulle sostanze chimiche utilizzate per fare uno shampoo?

Insomma, in un momento in cui la disoccupazione impera, le aziende hanno capito che il loro posticino vale talmente tanto che possono anche giocarci un po’ su e che – in ogni caso – il gioco diventerà virale: scusate se è poco!

Reveal by L'Oréal: il Final Fantasy aziendale!
Reveal by L'Oréal: il Final Fantasy aziendale!