Il pranzo di Natale? Se non ne avete provato uno in Sicilia, non sapete cosa vi state perdendo!

Piovono arancini

A Natale puoooi, fare quello che non puoi fare maaai…

Tipo ingozzarti fino allo svenimento, senza pensare alle conseguenze, ignorando l’esistenza delle taglie 38 e 40, fingendo che la “prova costume” sia solamente una frase in codice per supereroi. Questo è, quantomeno, ciò che accade da me, in Sicilia, dove la più sentita tradizione natalizia prende vita attraverso il cibo, materializzandosi su pizze, dolci e qualsivoglia fonte di calorie.

Un presepe alternativo
A questo ancora non siamo arrivati, ma manca poco!

Spesso gli amici che vivono fuori, su al gelido nord, mi chiedono quali siano le tradizioni tipiche della mia città durante le feste. PANICO! Come faccio a rispondere “noi mangiamo!”? Con quale incredibile nonchalance posso far finta che ingozzarsi sia una tradizione natalizia? Gesù non aveva neanche il riscaldamento e noi cuciniamo per 37 persone, quando in realtà siamo poco più di 5 in tavola?

Ebbene, oggi è arrivato per me il momento di svelare questo inconfessabile segreto legato al cibo, ma non al normale nutrimento quotidiano, bensì all’esageratissimo pasto senza fine che va dal 24 Dicembre al 6 Gennaio. Ogni anno.

Lo so, lo so, starete pensando che tutti quanti durante le feste riempiono il pancino, scatenando sensi di colpa e file interminabili davanti alle palestre. A questa vostra boriosa consapevolezza io rispondo con un: NON AVETE IDEA! L’esempio per me più lampante è rappresentato da una ricetta semplice, facile, veloce.

Momento “Cotto e Mangiato”.

Sigla.

Ciao amici! Prendete un comunissimo pandoro, tagliatelo orizzontalmente in più parti (diciamo 5?).

Comprate della ricotta fresca, versatela in una terrina, unite un goccio di latte, dello zucchero (molto), della cannella (quanto basta), scaglie di cioccolato fondente. Amalgamate il tutto.

Farcite il pandoro e ricomponetelo (se vi riesce) nella sua forma originale.

Sigla finale.

Corsa (in ambulanza) al più vicino Pronto Soccorso.

Adesso, se volete che la ricetta assuma un aspetto “light” ricoprite il pandoro di zucchero a velo, altrimenti glassatelo con del cioccolato fondente.

Pandoro farcito: ecco come NON farlo!
Pandoro farcito: ecco come NON farlo!

Ecco: questa altro non è che una merenda, un post-caffè, qualcosa per tenere la bocca occupata tra una nocciolina ed una mandorla. Avete capito in che situazione gravissima si trova la mia amata Sicilia?

Gli amanti si amano e... mangiano!
Gli amanti si amano e... mangiano!

Insomma: noi, come voi, l’8 Dicembre addobbiamo l’albero, il 13 Dicembre festeggiamo Santa Lucia (soprattutto nella città di Siracusa) e ci sentiamo già trasportati nella magica atmosfera del Natale.

La famiglia si riunisce e mangia.

Gli amici si incontrano e mangiano.

I locali ricevono molte prenotazioni
perché la gente deve mangiare.

Ah sì: per digerire giochiamo a carte! Ora, se devo essere sincera fino in fondo, questo non è certo il mio hobby preferito: capisco talmente poco i vari giochi da sentirmi più bionda di quanto io non sia già.

Ecco, vedete? Solo il pensiero delle carte mi ha sfinita! Scusate amici, ma me ne torno al mio pandoro farcito!