Banksy fa capolino a New York: 31 opere spuntate come fiori

Better out than in

«Qualsiasi opera realizzata al chiuso, in uno studio, non sarà mai superiore ad una realizzata all’esterno»

Paul Cezanne

Man with flowersSaranno vere le parole di Cezanne? Secondo Banksy, evidentemente, sì. Tant’è che ha deciso di realizzare un museo a cielo aperto a NY. Ne avrete sentito parlare: lo street artist più famoso del mondo ha reso la sua arte gratuita e fruibile da tutti, in qualsiasi ora del giorno e della notte e in qualsiasi condizione atmosferica. Attenzione però: alla base di questa curiosa guerrilla art non c’è la volontà accrescere il proprio ego, ma quella di salvare 5Pointz, la “Mecca dei graffiti” del Queens.

Ma andiamo per gradi: il nostro “miliardario dell’aerosol” – no, non ha problemi d’asma, ma è cosi che vengono chiamate le bombolette spray – ha deciso di realizzare 31 opere (una al giorno, per tutto il mese di Ottobre) in giro per New York con il preciso obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e salvare l’ex complesso industriale di Long Island City 5 Pointz, unico luogo della città dove gli artisti di tutto il mondo, possono “graffitare” legalmente. Nel 2011, infatti, il proprietario della struttura ne ha annunciato la chiusura per far posto a due grattacieli di lusso: ché si sa, quando il denaro chiama, l’imprenditore risponde!

Banksy's stallForte e consapevole della propria arte (ma soprattutto della propria notorietà), Banksy, armato di stencil e creatività, ha dato vita a installazioni e graffiti in ogni parte della Grande Mela avvalendosi – per non sbagliare – anche di internet e del buon vecchio telefono. L’obiettivo? Rendere virale il proprio messaggio. Non solo, infatti, ogni singolo momento di questa iniziativa è stato documentato e postato dallo stesso Banksy sul proprio sito, ma ognuna delle opere è stata corredata di un numero telefonico chiamando il quale si poteva ascoltare la sua “didascalia”. I mass media, poi, hanno fatto il resto.

Come se non bastasse Banksy ha anche allestito una bancarella a Central Park, dove le sue grafiche originali sono state vendute a soli 60 dollari, realizzando così un guadagno di circa 420 dollari: decisamente lontano dal valore stimato di 200.000! Beati quei fortunati che hanno acquistato per pochi spiccioli un’opera d’oro.

Scritte colorate, camion che diventano giardini, citazioni filosofiche, talpe che spuntano dal terreno, grattacieli con fiori, donne musulmane tra soldati, installazioni in movimento fatte di peluches piangenti: queste sono solo alcune delle 31 opere nate spuntate in giro per New York.

Senza dubbio, però, la più significativa è l’ultima, costituita da una installazione di 6 lettere gonfiabili (B, A, N, K, S, Y) posizionata a meno di quattro chilometri dal 5Pointz. Il saluto che accompagna l’ultima opera è “Grazie per la vostra pazienza. E’ stato divertente. Salvate 5Pointz”.

[SlideDeck2 id=23969]

E a me – che amo Banksy per la sua eccezionale capacità di rendere visibili e comprensibili concetti spesso astratti e complessi – non resta che dirvi “Grazie per la vostra pazienza. E’ stato divertente. Condividete il mio Po(in)st(z)”.

PS: la mia opera preferita? 11 ottobre 2013.

PPS: Se Banksy ce l’ha fatta? No, il 5Poitnz è stato spazzato via.