L’arte del riciclo creativo: quando bottoni e spazzatura diventano piccoli capolavori

La guerra dei bottoni

Sembrano tante caramelle colorate, questi bottoni dall’odore polveroso che mi porto dietro dai tempi in cui ero alta come un soldo di cacio, quando ero una mocciosetta tutta riccioli che saltellava dalla mattina alla sera. Erano gli scarti del lavoro di mia zia, la sarta di famiglia che lavorava proprio – pensate che fortuna! – nel garage di casa mia.

ButtonsChe farci – mi son chiesta – oggi che ho trent’anni, la casa piena di ninnoli e troppo poco spazio a disposizione? L’angioletto che dorme tutto il giorno sulla mia spalla destra mi ha consigliato di creare dei bijoux. Ma che banalità! – mi ha sussurrato all’orecchio la sua controparte un po’ birichina, il mio amato diavoletto (o forse era proprio Gaz, chissà!).

Ed ecco che incontro – sul web s’intende – tre artisti, o forse dovrei dire tre Re Magi, che portano doni inaspettati e che trasformano il trash in magia e i bottoni di recupero in vere opere d’arte.

Vi presento dunque la dea dei capelli Tracy Greer (quasi quasi mi raso a zero e le chiedo se crea per me un’acconciatura di bottoni!):

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Ed ecco Augusto Esquivel, artista affascinato dalle possibilità che gli oggetti di tutti i giorni offrono se utilizzati per realizzare un’opera d’arte: dategli un milione di bottoni e vi costruirà un’immensa città, in 3D ovviamente!

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E infine Jane Perkins che non utilizza solo bottoni ma ogni materiale di scarto che trova. Dai cassonetti della spazzatura nascono i fior avrebbe detto De Andrè! E invece no, dai cassonetti della spazzatura nascono… i volti dei VIP (persone o quadri che siano)!

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