Le incantevoli donne di Arturo Elena: intervista al grande illustratore di moda spagnolo

Arturo Elena e le sue donne

40-30-40 o 50-20-50 o 55-25-55? Non sono combinazioni alfanumeriche, nemmeno calcoli matematici, niente a che vedere con la prossima giocata al SuperEnalotto, no. Sono solo supposizioni perché la certezza è solo una: NO al connubio dei numeri 90-60-90. Sono ormai superati, parola di Arturo Elena, spagnolo di nascita ma internazionale di professione.

Arturo Elena per Audemars PiguetChe cosa fa in pratica il nostro amico? Lui disegna. A mano.

E lo fa con una tale maestria che si capisce subito che non ha cominciato l’altro ieri. Altro che i giochi con la fionda e il biliardino con gli amichetti, no, il piccolo Arturo, già all’epoca, preferiva disegnare. Rigorosamente a mano. Rigorosamente donne.
Leggiadre come le foglie d’autunno – che basta un venticello leggero per alzarle da terra – sono donne che amano giocare con le parole fashion, chic e cool, si fanno gli impacchi ai capelli con l’olio di jojoba e nelle domeniche d’inverno sorseggiano tisane ai frutti di bosco.

Hanno le gambe infinite ed esili, stile PapàGambaLunga, con un giro vita che è come le mie caviglie (quando non sono gonfie per il caldo) e il collo lungo come le donne-giraffa thailandesi.
Questi i suoi soggetti preferiti. Le donne. Un cocktail da capogiro: perfetto al primo sorso ma con un affascinante retrogusto amaro che rompe l’equilibrio e regala imperfezione.

Lo contatto e gli propongo un’intervista. Da Londra mi risponde di sì ma mi chiede cortesemente di dargli tempo perché alcune sue donne da copertina non possono aspettare, si devono preparare per la prossima sfilata su carta. Mi promette però che tra una pennellata e l’altra mi regalerà un po’ del suo preziosissimo tempo. Ed eccolo qua, il suo regalo.

Drivin'

Ciao Arturo. Sono rimasta estasiata dalle tue opere, parliamo un po’ di te. Che tecnica utilizzi per disegnare?
Sono autodidatta. Mi piace da sempre sperimentare, inventare, giocare con le forme e con i colori. Provare, sbagliare ma crescere. Costantemente. Proprio per questo la tecnica che utilizzo è molto personale, intima, una tecnica tutta mia, costruita e perfezionata giorno dopo giorno. Anche la scelta del materiale da usare cambia a seconda delle circostanze. In base a come mi sento, a cosa mi viene commissionato utilizzo pennarelli di diverse tessiture applicati su cartoncino.

Arturo Elena per Victor&LucchinoQuando il tuo primo disegno?
Amavo disegnare già da piccolino, cominciai molto presto, per questo non ricordo esattamente quando fu il primo. Quelle che invece rimangono impresse nella mia memoria sono delle immagini pubblicitarie che realizzai per il marchio di moda Victor & Lucchino (Sevilla) nel 1991… le prime che feci come professionista dell’illustrazione.

Tutto “hand made” o usi anche qualche programma digitale d’illustrazione?
Sono un tipo vecchio stampo io, mi piace la manualità: negli oggetti, nell’arte. Inutile quindi dirti che tutto il mio lavoro è manuale. Ma una cosa te la devo confessare: a volte uso Photoshop, le sue potenzialità sono infinite ma non cedo alla tentazione, lo uso principalmente per gli sfondi piatti.

Quando disegni, hai bisogno di modelli o ti basta un’immagine per ispirarti?
Una fotografia (quasi sempre di moda). Cerco di dar vita a personaggi totalmente irreali prendendo spunto da immagini reali, cambiandone i colori, modificando le proporzioni, in alcuni casi stravolgendole…

Cosa ti chiedono i tuoi clienti?
Ognuno ha le proprie esigenze in base alla filosofia della marca, alle caratteristiche del prodotto, a dettagli o aspetti che desidera far risaltare, alle tendenze. La cosa più gratificante del mio lavoro è che i clienti si fidano di me, credono in me e nella mia creatività quindi mi lasciano “quasi” totale libertà d’espressione e dico “quasi” perché alcune micro-regole sì che le devo rispettare. In linea di massima loro mi danno degli indizi, un cammino da seguire, poi sono io che decido che mezzo usare. E questa è una gran fortuna.

Arturo Elena illustra il tempo per Audemars Piguet

Dove possiamo trovare le tue opere d’arte?
Dove c’è moda ci sono le mie illustrazioni: sfilate, pubblicità, riviste di moda… e, anche se non è il fine del mio lavoro, occasionalmente prendono parte a esposizioni in gallerie d’arte, centri di disegno o in qualche museo, come per esempio nel Museo dell’Abito nel 2009.

Chi è la tua Musa?
Non ho un’unica Musa ma tante. Siccome lavoro su commissione e ogni cliente ha un proprio carattere, esigenze e stile, una sola Musa non potrebbe aiutarmi con tutte queste diversità di generi. Inoltre, potrebbe succedere che persino uno stesso cliente desideri cose differenti a seconda dell’incarico.

BeandlifeLa moda è…?
Non trovate la moda solo nei miei lavori ma in tutto ciò che mi circonda. La mia vita ne è piena. È la mia passione. La mia vita.

Se fossi un tessuto, quale saresti?
Seta… per la complessità della sua trama.

Se fossi uno stilista?
Mi identifico molto in Grace Codington (Vogue USA).

Una location? Dove e perché?
Zahara de los Atunes in Cádiz, nella terra calda del sud della Spagna. Per il suo mare, che adoro, ma soprattutto per la sua gente. Per non parlare del cibo… delizioso.

E poi ancora il suo entroterra e dintorni.

Se fossi uno stile?
Anni 50 e 70. I primi per l’eleganza naturale dell’epoca e i 70 soprattutto per la musica!

E un colore?
Nero.

Arturo Elena per CosmopolitanNel tuo armadio, che cosa non più assolutamente mancare?
Camicie bianche in perfetto stato.

Quale credi che sia il segreto del tuo successo?
Lo stile personale delle mie immagini e la tecnica che utilizzo.

Mi permetto di aggiungere anche la costanza e la passione per la moda, che sono fondamentali per la realizzazione di una lavoro di qualità.

Nel tuo tempo libero?
Mi dedico al quotidiano, alle piccole cose che mi aiutano a staccare la spina.

Allontanarmi dagli impegni lavorativi mi serve per affrontarli con maggior forza ed entusiasmo in seguito.

Quel che è certo è che se staccare la spina lo aiuta a creare opere strepitose come quelle che potete ammirare nella gallery qui sotto, potremmo concederci anche noi qualche pisolino in più. No?

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