Slackline e graffiti tra favelas e foreste tropicali

Brasil meu amor!

Provate a chiedere a chi è stato in Brasile per quali motivi ci tornerebbe. Verrete sommersi da una lista lunghissima di buonissime ragioni su cui non ho alcuna intenzione di sentenziare visto che sono mesi che cerco di sopravvivere alla terribile “saudade” (lo so che di solito ce l’hanno i calciatori brasiliani ma cosa ci posso fare?) che mi ha colta da quando sono tornata da Rio. Questo post serve solo a dare altri motivi per volerci tornare o, per chi ancora non si fosse concesso tale godimento paradisiaco, andare al più presto.

Slackline / Slacklife
Slackline / Slacklife

Motivo numero 1: la slackline. Perché ogni persona nasconde in sé un piccolo mago del funambolismo ed è bene che lo tiri fuori cimentandosi con camminate, salti e acrobazie varie sulla corda! In Brasile è un culto, la si pratica in spiaggia, nella foresta, in montagna, tra una caipirinha e un mojito. Assolutamente da provare per testare le proprie abilità o per sentirsi molto cool.

Potete scegliere tra le varie modalità di approccio. Cowboy: “Ti domerò, corda selvaggia”; Zen: “Mi condurrai all’armonia suprema, slackline”; Surfer: “Ondeggerò con te tra aria e mare, fettuccia colorata”; Maccaronico: “Azz, credevo fosse più… arrrgh, che botta!”.

Motivo numero 2: i muri. In Brasile i muri possono essere sdentati e scalcinati – e spesso lo sono in modo molto risoluto, come a Salvador de Bahia – ma anche eccezionalmente artistici. São Paulo è una città pensata nel cemento e quindi perfetta per gli amanti dei graffiti.

Alternative London by Cranio
Street Art by Cranio

Nei miei due giorni passati là ho sempre camminato con il naso all’insù, rapita dalle opere che sbucavano tra i palazzi, sotto i cavalcavia, sui ponti. Nella mia artlist spiccano le opere dei due gemelli paolistani, Os Gemoes: scelte cromatiche vertiginose per i loro personaggi dalla faccia gialla; tecnica particolarissima, che mescola materiali onirici a strumenti pittorici inusitati. Il sincretismo tutto brasiliano di questo approccio alla Street art assume un valore ancora più politico e sociale nei lavori di Nunca e Cranio, che portano sui muri la questione indigena, trasformando il cemento in una “foresta che resiste” agli attacchi delle multinazionali.

Il tocco di Nunca a São Paulo
Il tocco di Nunca a São Paulo

Per chi proprio non potesse volare in Brasile (che vengano dannati coloro non hanno intenzione di andarci), suggerisco un giretto in Portogallo, dove i due “street twins” hanno collaborato con Blu per la loro strepitosa Lisbon (street) story.

Os Gémeos & Blu, Lisbona

Os Gémeos & Blu, Lisbona

Os Gémeos & Blu, Lisbona

Os Gémeos & Blu, Lisbona