Il “decalogo del minchia” ovvero i consigli di @SteekHutzee per vivere felici sui social senza frantumare gli zebedei di chi ti segue


Il decalogo del minchia by Steek Hutzee

Sono tutti bravi a insegnare agli altri come si sta al mondo, soprattutto quando si parla di web.

Non so se ci avete fatto caso, ma da qualche tempo a questa parte, l’internet è pieno di sedicenti guru che millantano le regole auree per diventare dei veri web influencer e di stregoni in grado – a quanto dicono – di procurare al vostro Klout erezioni che manco le pomate miracolose di Maurizia Paradiso.

Le “regole” però spesso sono relative, cambiano in fretta. Le rotture di minchia, invece, quelle sono vere pietre tombali che persistono forevah and evah. E per combatterle bisogna conoscerle. Per questo vi servo, su un bel vassoione in silver plate, il mio fiammante DECALOGO DEL “MINCHIA” sui social.

Don't shoot the bird!Punto 1
Basta con #Sallo e #Sapevatelo.
Hanno profondamente rotto le balle. Erano divertenti quando servivano per andare controcorrente, ora son diventati prassi ed è più rivoluzionario usare i termini corretti. Per dire.

Punto 2
O fate i depressi, o fate i felici
: non tutti e due, contemporaneamente! Adorate condividere foto gioiose di tramonti, cieli e fiori? Benissimo, allora non scrivete tweet di una tristezza unica. Così facendo, create una distorsione del vostro stesso continuum-spazio tempo esistenziale.
Poi non dite che non vi avevo avvertiti.

Punto 3
…MI LEGGI? A tutti coloro che osano ancora porre l’odiosa domanda: spero tanto che un giorno qualcuno vi risponda dicendo “Sì, ti leggo.. e hai rotto ¾ di minchia, imbecille”.

Punto 4
I Social sono un luogo di condivisione.
Se quindi una Fashion Blogger (o sedicente tale) pubblica degli “outfit” così improponibili che nemmeno il peggiore degli hipster, TU (utente medio) HAI L’OBBLIGO MORALE DI SEGNALARGLIELO!
Puoi partire dal più soft “Ma sei convinta?” fino ad arrivare al sacrosanto “Dio mio! Ti sei buttata in uno dei cassonetti gialli per le donazioni dei vestiti e sei scappata con le prime cose che hai trovato prima che ti arrestassero per insulto alla decenza?”

La fail whale che tutti vorremmo!
La fail whale che tutti vorremmo!

Punto 5
Se per te i Social Network sono uno strumento di sopravvivenza, o sei un professionista del settore (che va bene, di tutto rispetto) o forse c’è qualcosa che non va in te.
Dentro di te.
Cerca aiuto.
NON CON UN TWEET!

Punto 6
(Questa è vecchia, ma è un evergreen. Vintage, per i più hipster)
Se hai millemila followers ma il tuo avatar e i ¾ delle foto che pubblichi ritraggono i tuoi seni più o meno abbondanti, fidati, non gliene frega niente a nessuno di quello che dici. Aspettano solo la prossima foto.

Boobs&Mustache
Boobs&Mustache

Punto 7
Se la tua adolescenza è ormai un ricordo, gli autoscatti davanti allo specchio con pose più o meno ridicole hanno un sapore simile alle opere d’arte di Gabriel Morais. Ma noi ti ringraziamo per avercele mostrate. Ci fai sentire persone migliori.

Punto 8
Hai un figlio? AMALO, ADORALO, VIZIALO. Facci quel che vuoi, ma non mostrarcelo e soprattutto non aggiornarci su tutti i momenti della sua giornata. Soprattutto quando si parla dei suoi movimenti intestinali. Se potesse parlare o avesse coscienza di cosa gli stai facendo, penso che le sue prime parole potrebbero essere: “CAZZO FAI?!”

Punto 9
Ognuno ha il diritto di seguire chiunque voglia seguire.
Però se ti sei iscritto a Twitter per parlare solo con i tuoi amichetti della palestra, allora non hai capito bene a cosa serve.

Punto 10
Basta con le guide “10 regole per avere successo qui e là”.
Hanno pesantemente fracassato la minchia.
Se sei qui a cazzeggiare non c’è bisogno di studiare a tavolino la strategia. Ma poi, se (fortunello tu) sei detentore delle regole per il successo assoluto, com’è che stai ancora lì a pagarti le rate della macchina e a sembrare un derelitto?

Fail, fail, fail!