Un’infiltrata nella cucina de Il Mangiadischi: quando la passione per il cibo incontra l’arte e la musica

Il Mangiadischi: musica e cucina

Avete presente le groupie, quelle che stanno lì sotto il palco dei concerti rock con gli occhi sbrilluccicosi che dicono “Scegli me, scegli me!” e poi fanno di tutto per infiltrarsi nel backstage per vedere i propri beniamini? E magari si strappano pure i reggiseni da lanciare?

Ecco, nella lista delle cose da fare una volta nella vita mi mancava la groupie e quindi ho deciso di porvi rimedio. Vado ai concerti rock? No. Cerco di sedurre improbabili rockstar? No. Vado ad urlare sotto il palco? No.

Sbirciando Niccolò Vecchia e Carlo Spinelli
Niccolò & Carlo

Io ho scelto una trasmissione musicalgastronomica.

Oh, ognuno ha i propri fanatismi: voi sbavate sui rocker scatenati, io, invece, vado in visibilio per il cappello da cuoco (che poi, si porta ancora il cappello da cuoco?) e per le sac à poche ben riempite.

Per concretizzare il mio progetto ho scelto di infiltrarmi nella trasmissione Il Mangiadischi, ovvero il meraviglioso programma condotto da Niccolò Vecchia e Carlo Spinelli dove la cucina incontra la musica.

Un progetto interessante di commistione tra due mondi diversi dove accade un po’ di tutto e ti domandi se per caso hai sbagliato porta e sei finito nel paese delle Meraviglie.

Ospiti della puntata Lorenzo Cogo, chef stellato del ristorante El Coq, e PierPaolo Capovilla, direttamente dal Teatro degli orrori.

Nuove frontiere della pasticceria?
Nuove frontiere della pasticceria?

Dalla mia postazione privilegiata – seduta per terra, praticamente sotto un tavolo – potevo vedere Carlo Spinelli che si lanciava in freddure spietate ( “Il mais? Mais-tato così dolce”) mentre un pasticcere artista dipingeva il corpo di un ragazza con la glassa.

Lorenzo Cogo ci passava piattini con la schiuma di gin e semi di papaya (voi l’avete mai mangiato un seme di papaya? Eh? Eh?) e PierPaolo Capovilla sceglieva pezzi trascendentali (ora, forse non saranno stati trascendentali, ma lo erano per me che ero seduta praticamente accanto all’amplificatore) per allietare gli astanti.

Tacos di mais e altre cose buonissime

Ho visto un tavolo cadere e spaccarsi in mille pezzi e poi ho mangiato i cocci perché erano di zucchero.

Ho visto lanci di papaye e piccoli acquari commestibili, ho visto dischi di vinile accartocciati per farne arte.

Ho visto cose che voi umani… ah no, quello era Blade Runner.

Per mantenere la tradizione con i concerti rock, mi sono anche fatta fare l’autografo dai conduttori.

Sull’agenda?

Macchè, sul braccio col pennarello indelebile.

Poi non dite che non mi applico per una causa, eh.