Il genio Made in Italy al servizio di hipster e illustratrici scozzesi

Sveglia alle otto, colazione con caffè preparato rigorosamente con la cuccuma di famiglia (tramandantesi da generazioni), giretto per la città con la Vespa 50 Special appartenuta a un vostro trisavolo e rinvenuta nel garage di casa dopo le epiche pulizie del ’12. A seguire, breve sessione di scrittura che servirà a portare a termine il vostro romanzo, quello che vi renderà famosi e vi farà vincere millanta premi. E che state, manco a dirlo, scrivendo con una Olivetti Lettera 22.

Olivetti Lettera 22Dite un po’ hipsterini miei: ma come sareste ridotti senza il genio italico che ha sfornato il 95% degli oggetti con cui vi agghindate quotidianamente? Non ve la prendete, la mia è tutta invidia: ho troppa pancetta per essere hipster, dunque rosico.

MokaFacezie a parte, resta il fatto che la Moka, la Vespa 50 Special e la Olivetti Lettera 22 sono i più fulgidi simboli dell’inventiva italica, della capacità di plasmare la materia che solo noi belpaesini abbiamo sempre avuto.

Inventati tra il 1933 e il 1950, questi tre oggettini hanno preso il modo di vivere degli italiani, l’hanno chiuso in un sacchetto e lo hanno sbatacchiato per benino. Ne sono usciti nell’ordine: il boom economico degli anni ’60, tutta la produzione giornalistica di Indro Montanelli e questo incredibile spot, del quale non vi dico nulla se non papapapa:

Ora, tutto questo popò di roba è stato notato anche da Emily Isles, designer e illustratrice di stanza in uno studio grafico a Edimburgo. Nella sua serie di poster Italian Inventions, Emily ha immortalato le suddette invenzioni piazzandole di fatto nel popolatissimo empireo di quegli oggetti che senoncifosserostatisisarebbedovutoinventarli.

A dire il vero, nei poster della Isles c’è anche l’Ape Piaggio, ma quella non è hipster, è agreste/tamarra e la usa Gazduna quando deve andare ad innaffiare i pomodori nell’orto.

Ape