Dal crowdfunding al social network che accorcia la filiera

Jenuino

Oggi voglio incarnare la postmodernità. Prendete 3 o 4 odori o emozioni moderne, mettete il tutto nel frullatore creando così una nuova sostanza. Ora, bevetela!

Ah, ma a Pignasmile si è fuso completamente il cervello. O’ Dottor Hoffman galeotto!

Crowdfunding

Invece no! O per lo meno, non come si può pensare.

Riconsideriamo la parola dicotomia, utilizzata qualche tempo fa: due opposti che seppur opposti possono essere incarnati allo stesso momento. Questo rappresenta un po’ la società postmoderna.

Pigna, fai un lungo respiro!

Fatto, giuro. Ma per quanto respiri, vedo un cambiamento attorno a noi. Parlo di un cambiamento profondo, riposto anche nei valori sociali, di collettività, di “non ti pianto un coltello tra le scapole se, malauguratamente per te, mi dai le spalle”. Parlo della riscoperta dei valori rurali, di un nuovo modo di fare impresa e di nuovi brand più eco-social-compatibili!

Ad esempio, avete mai sentito parlare di crowdfunding? No? Dunque, facciamo finta che desideriate avviare una piccola impresa: ovviamente non è facile reperire il denaro tramite sistemi convenzionali (si, rapina inclusa e istituzioni anche). Allora prendete la vostra idea, la piazzate su EPPELA e chi riconosce in essa qualcosa di valido vi finanzia, anche solo con 10 euro: una raccolta fondi sociale ed orizzontale, senza interessi!

Ecco come ha fatto Crowdfuture per finanziare la conferenza che si terrà sabato 27 Ottobre a Roma, proprio – ma tu guarda – sul crowdfunding!

Ma non è tutto qui. Ci sono anche iniziative come jenuinō che, con accento toscano, combattono il sistema truffaldino della filiera lunga, grazie alle nuove tecnologie e ad un social network specifico. L’obiettivo è di connettere direttamente i piccoli agricoltori che si occupano di biologico, con la gente interessata ad un’alimentazione più genuina, preservando la figura dell’agricoltore. Il video qui sotto vi spiega tutto nel dettaglio. E se volete, c’è pure il riassunto in vernacolo barese!

Ancora, esistono progetti come UserFarm, ossia delle vere e proprie agenzie crowdsourced che permettono di collegare grandi brand con giovani videomaker. Questi ultimi possono presentare i loro video alle aziende sulla piattaforma ed essere persino pagati (cosa da non sottovalutare recentemente).

Insomma, è tempo di cambiamento, di passaggio, da un’epoca ad un’altra, da un sistema ad un altro, da un modo di fare impresa ad un altro, dal capitale pecuniario a quello ideale e sociale, dalla città alla campagna, sempre e ovviamente in maniera dicotomica.

E io sono contento che sia proprio la mia generazione ad incarnare questo cambiamento!