Borsanalisi di Carolina Petruccione

Siamo al cospetto di una Mata Hari del XXI secolo. L’atmosfera di questa borsa riporta ai caffè fumosi della Mitteleuropa dei primi del Novecento, con signore ingioiellate che aspirano fumo dal bocchino e uomini in doppiopetto e Borsalino che nascondono doppie identità.

Una spy-bag di una donna misteriosa e conturbante, cosmopolita e determinata, con una personalità decisa che prima di scoccare la frecciata fatale non dimentica di sfoderare il piumino per una spolverata finale di poudre de perles! Très chic!

SE LA BORSA POTESSE PARLARE:

“Mai credere a chi si autodefinisce”. Preferisco lasciar cadere piccoli indizi, non dire troppo: sono la maliziosa Anastasia, città raccontata ne Le città invisibili di Calvino. Città desiderio, “bagnata da canali concentrici e sorvolata di aquiloni”. Città in cui perdersi tra agata, onice e crisopazio.