Apple, orange & affini: la natura del design e il design della natura

Prendiamo due oggetti che apparentemente non hanno nulla in comune dal punto di vista della funzionalità, ma tanto dal punto di vista estetico. E poi chiediamoci: Meglio un’arancia oggi o una mela domani? E’ chiara la domanda? No? Allora parto dal principio.
Bruno Munari, genio creativo smisurato, scrivendo Good Design ha messo su carta quel prodigio di design industriale che è la natura. Prendete un’arancia, per esempio: non esiste un oggetto di design migliore.
La buccia è pratica all’apertura, isola il contenuto dagli agenti atmosferici e lo protegge in caso di caduta. Il colore è brillante, colpisce l’occhio del consumatore. Gli spicchi presentano la stessa forma della dentatura umana per facilitarne il consumo (suddividendo l’arancia per gli adulti e i mandarini per i più piccoli). Nessun interesse economico di speculazione, per ogni acquisto viene fornito in “omaggio” un seme, per chi vorrà cominciare una propria produzione… Infine, il packaging è biodegradabile al 100%.
L’arancia soddisfa appieno il decalogo del buon design di Dieter Rams, pilastro della storia della progettazione, papà di bellissimi oggetti ideati per Braun tra gli anni 60/70.
Quello che molti non sanno è che Jonathan Ive – designer di iMac, iPod e iPad – si “ispira fortemente” al più famoso collega tedesco. Un po’ come dire che quella famosa Apple è, in un certo senso, figlia di una orange!

Braun ET66 vs calcolatrice Iphone
Dettaglio prodotto Braun vs prodotto Apple
Radio Braun T3 vs Apple Ipod (1° generazione)

E dunque rieccoci qua.
Ve lo richiedo. In definitiva, meglio un’arancia oggi o una mela domani?