Borsanalisi di Sara Comanducci

Una borsa da grande che contiene la piccola: femmina fuori, bambina dentro, come un’ostrica. Una bimba, a quanto pare, cui non piacciono i contemporanei cartoons, con mostri e distruzione, e nemmeno quelli in cui spavaldi narcisi mostrano i loro super poteri e fate prosperose e seducenti con polverina argentata che piove ovunque. Una donna nostalgica con sofisticatezza, che forse si commuove – tre pacchi di fazzoletti! – mentre sogna di abbracciare il suo caro amico Spank guardando il sole che tramonta sul mare, esattamente come Iaia.

SE LA BORSA POTESSE PARLARE:
“Principessa Mononoke di un regno in bilico tra fanciullezza e maturità, vorrei chiamare il mio cane Hayao Miyazaki e il pesciolino nell’acquario Ponyo.”