La light art urbana dei Luz interruptus

erba luminosa davanti alle farmacie spagnole

Di interruptus non esiste solo il coitus. Da oggi lo sapete anche voi, Gazreaders. Di interruptus c’è anche la luz, la luce, the light, das licht e via con tutte le lingue che sapete. Luz interruptus è un collettivo anonimo di light art urbana con base a Madrid. Su cosa si sono concentrati nella loro penultima opera/azione?
Sull’inquinamento luminoso della capitale spagnola.
La liberalizzazione degli orari voluta dal comune ha infatti trasformato le strade che ospitano le farmacie in luminescenti aree verdi dal gusto fantascientifico. Ché poi uno vuol fare una seratina romantica a rimirar la via lattea, le costellazioni, le stelle cadenti… e invece si trova le croci verdi delle farmacie aperte 24 su 24 a cancellare il cielo, il buio, i possibili baci e gli incerti palpeggiamenti. E cosa dire dei residenti che hanno la finestra proprio a fianco all’insegna? attacco di arte luminosa alle fontane di madrid
Non si può che augurar loro sogni verdi e fidanzamenti con qualche Visitor rimasto in zona dagli anni ’80 o con qualche esotico green alien.
Con l’istallazione Malas hierbas mutantes, il collettivo punta l’attenzione proprio sulla sovrailluminazione della città e sugli ipotetici effetti delle potentissime insegne verdi. Un “attacco” durato cinque ore per far comparire sul marciapiede la visione di un futuro non troppo lontano, dove potremmo ritrovarci tutti “illuminati” da specie vegetali resistentissime e particolarmente presenti nell’asfalto che attornia le farmacie. Specie che annulleranno la notte e si nutriranno di lampadine a basso consumo. Gramigne nemiche dell’oscurità, della poesia, dell’ombra.
Luminoso clandestino: questo potrebbe essere il sottotitolo ai lavori del collettivo madrileno, tutti caratterizzati da idee semplici ma di grande impatto scenografico.
Basta dare un’occhiata al progetto sull’acqua e aquello sulla poesia per desiderare di tornare a casa, una notte, e trovarsi avvolti/coinvolti in una delle loro installazioni e pensare: “Ma è la polizia che ci circonda o è la nostra immaginazione”?