Tim Noble e Sue Webster: la luce, l’arte e le sculture nelle ombre

“Guarda che forza!”
“E’ solo un mucchio di spazzatura…”
“Sei sicuro? Guarda bene!”
“Nooo! Ma che figata è???”

Non è bellissimo stupirsi? E’ un attimo. Prima non c’era e poi… whoaaam!, ne vieni investito in pieno. E basta con questa vita “mordi e fuggi”, torniamo a prendercelo questo minutino, per godere dell’ebrezza della meraviglia! Svegliamo dal torpore i nostri muscoli facciali ed impegniamoci per assomigliare al cugino felice del coniglietto dell’Urlo di Munch (ho detto coniglietto???).
Fermiamoci tutti a guardare le creazioni di Tim Noble e Sue Webster! Prendiamoci quel mezzo secondo in più per tornare a fare “ohhh”, come i bambini (semi citazione non voluta, giuro!).
Mi ero imbattuta nelle loro prime opere qualche tempo fa, surfando qua e là per il web, e ancora oggi continuano a intrigarmi. Qui si gioca completamente con lo sguardo, le angolazioni e la luce.
Ogni volta che osservo le sculture, spero di scorgere le sagome e risolvere l’enigma ancor prima di distinguere le ombre proiettate sulla parete.L'arte di Tim Noble e Sue Webster
Una domanda: Tim e Sue plasmano la materia per creare opere con la luce, con le ombre o con la materia stessa?! L’effetto meraviglia può scaturire solo da tutte e tre le cose insieme: nasce dalla loro unione e dal loro contrasto. Fulminata la lampadina, rimarrebbe solo una scultura dal fascino incompleto. Inquietante, persino, se pensate che gran parte delle composizioni sono realizzate con materiale di scarto, animali imbalsamati o, come direbbero gli spagnoli, da consoladores. Mi fanno anche venire un po’ la pelle d’oca!
Solo di una cosa mi dispiaccio: non poter guardare queste opere in compagnia di Platone. Sono sicura che ne avrebbe avute di cose da dire!