La creatività ci salverà… dagli zombie!

Questo é dedicato a te, fanatico di The Walking Dead. A te che segui la serie solo per vedere quante differenze ci sono con il fumetto originale. A te che hai un’intera mensola di dvd dedicata alla filmografia completa di Romero. A te che sai a memoria le regole di Columbus in Zombieland.
Sappi che nessuno potrà mai più osare prenderti in giro quando tiri fuori la tua teoria del prima-o-poi-un’invasione-zombie-é-inevitabile-dobbiamo-essere-pronti.
Perché c’è chi ci crede più di te. Come gli stimatissimi architetti della Architects Southwest, uno studio della Louisiana che per il secondo anno consecutivo ha lanciato la Zombie Safe House Competition.


Si tratta di un
contest aperto ad altri architetti, ma anche a designer, artisti e semplici appassionati, con lo scopo di progettare il perfetto rifugio anti-zombie, capace di resistere ad una vera a propria Apocalisse Non-morta. Astenersi perditempo.
Vengono accettate solo soluzioni serie e ponderate che prendano in considerazione tutti gli aspetti necessari per una sopravvivenza decorosa ed autosufficiente, come l’orticello in cima alla Oil Silo Home. Il locale è anche dotato di acqua corrente, riscaldamento centralizzato e lanciafiamme per tenere lontani gli ospiti indesiderati. Non a caso ha vinto il Silver Machete Award, cioè il secondo premio.
Altre soluzioni prevedono: prendere residenza nella Tour Eiffel, riconvertita per l’occasione in centrale eolica. Così puoi usare l’ascensore che ti porta su e giù per i piani abitabili al suo interno. E ti tiene anche elettrificata la base della torre. Tante volte a qualcosa venisse in mente di arrampicarcisi.
Gli ideatori dello Zombie Ranch invece pensano all’eco-sostenibile e anziché fargli fare ZAP!, fanno correre gli zombie intorno a delle esche vive appese sotto la casa per azionare i generatori.
Sempre per la categoria “monumenti nazionali resi utili”: la Statua della Libertà versione bunker. E poi: case sommergibili. Case sopraelevate. Case-mongolfiera…
Insomma, perdonatemi il cheap british humour, ma qua é il caso di dirlo: ce n’è veramente per tutti i gusti!