Angoli di vista: l’autoritratto ai tempi di Facebook

Cos’hanno in comune:
questa foto e… quest’altra?


Se sono già dieci minuti che rimpalli dall’una all’altra e continui a non capacitarti, ti do un aiutino. Anzi, facciamo così: te lo dico proprio. Sono (WAIT FOR IT) tutti e due (LEGEN..) autoritratti! (..DAAAARY)*No, sul serio, quanto dice un autoritratto della persona che s’è l’è scattato? Meglio ancora, quanto dice un autoritratto ai tempi di Facebook /Myspace/Google+ et al.?

Assolutamente nulla. Oppure assolutamente tutto.


Per Doogie Horner – comico, scrittore e graphic designer americano, nonché semifinalista di “America’s Got Talent” – è “assolutamente tutto”.
Nella tua foto profilo ti si vede solo dal naso alla fronte? Sei un osservatore, cerebrale e potenzialmente obeso. Dalla fronte al collo? Sei estroverso, chiacchierone e potenzialmente pelato. Foto in cui sei a testa in giù? Consapevolmente eccentrico.
Non sei convinto? Ho l’infographic!

Continui a non essere convinto e pensi che invece le foto profilo siano sofisticati strumenti per ingannare il povero utente ignaro (che sul sito di online dating credeva d’aver trovato la nuova Miss Mondo in incognito e poi al primo appuntamento si trova davanti la cugina di Mariangela)?


Tutta colpa del famigerato myspace angle. Sai, no? Quando ti scatti l’autoritratto dall’alto, con aria disinvolta/sexy/macho. E con il braccio destro che sembra amputato. Fenomeno quantomeno affascinante. Tanto che il fotografo francese Mathieu Grac gli ha dedicato un’intera serie, intitolata “Boyz and Girlz du net” in cui documenta proprio il narcisismo della generazione autoscatto. Perché con Photoshop, io valgo.

* Giuro. Quello del macaco. È. Un. Autoscatto. Leggere qui per credere.