Casa di bambole con scarafaggi: Catherine Chalmers


Da viaggiatrice indomita ho più volte subito la sfida di ragni dalle capacità di salto impensabili e strani insetti foglia. Ma gli scarafaggi sono i più sfacciati provocatori in assoluto. Sorrentino ci ha scritto delle pagine divertentissime nel suo “Hanno tutti ragione”, io ancora ho adrenalina in circolo se penso ai duelli furibondi tra me e gli zampettati nemici in una stanza d’albergo vicino al confine con il Vietnam. C’è invece chi li trova assai fotogenici, così come i bruchi della frutta e le mosche in fase di corteggiamento. Scarafaggi nella vasca con le paperelle, sui muri del salotto, negli occhi del peluche. Scara-faccie che invadono la sala da pranzo, antennine insolenti che spuntano dalle tendine a quadri della cucina di una inquietante casa di bambola. Catherine Chalmers è ingegnere, fotografa e videomaker dai gusti singolari: la sua attenzione a tematiche ambientali passa infatti per il ribaltamento del concetto di decor mediante opere d’arte con topi e insetti di vario genere. Con il suo documentario, Safari, ha vinto premi e fatto desiderare alla sottoscritta di avere ciglia suadenti e irresistibili come quella della pianta carnivora.
In fondo, sosteneva un mio amico ieri a pranzo: “Quando hai sentito l’odore della giungla non puoi più farne a meno”.