Adesso strapazzami, PoGo!


Il digitale ha un problema: non ti fa sporcare le mani. Dopo sessioni di editing, photoshoppate ed effetti vari gli unici ad essere consumati sono gli occhi (che finiscono col somigliare pericolosamente a quelli di Wile E. Coyote). Dove finisce tutto il godimento infantile del creare imbrattandosi? La vostra Tina Scarabocchio Scarlat ha la soluzione per voi, amanti del paciugo di colori dal polpastrello vintage. Si chiama PoGo e non ha nulla a che fare con sfrenati corpo a corpo a concerti rock, visto che è una stampante Polaroid, una stampante giocattolo, che sforna un formato unico di 3 x 2 pollici.
Dove sta il divertente? Per farla breve ecco cosa succede: la stampa avviene su carta termica zink (dove zink sta per zero inchiostro), che poi, reagendo al calore prodotto dalla stampante stessa, dà i colori e può essere manipolata in mille e un modo!
Da piccoli scotennavate le bambole e smontavate tutto quello che vi capitava a tiro? Bene, la PoGo fa per voi, perché potete “infierire” sulle immagini con pirografo, carta vetrata, acetone, acqua, fuoco, solventi di vario tipo… Insomma, avete la possibilità, con un unico oggetto, di sentirvi potenti come Dio, creativi come Picasso, sadici come bambini, spregiudicati come un piromane il 14 d’agosto.
Date un’occhiata al video realizzato da Francesco Biccheri e Francesco Capponi per trovare ispirazione, e gustatevi alcune foto di Luca Rossetti, una conoscenza di Gazduna che la PoGo la usa – molto bene – per servizi di moda.