Black plasticoso in un mare di latte


Nero profondo. Nero notte. Nero inchiostro. Nero petrolio. Nero plastica.

“La gamma dei colori, come quella delle emozioni, è satura.
I colori e i toni si uniscono in modi infiniti, creando nuove armonie e nuovi disaccordi. Solo il nero assorbe tutte le esperienze, tutte le esistenze”.

Parole di Yuri Ustsinau, intervistato nell’ultimo interessantissimo numero di Bang art dedicato al tema dell’apocalisse. Artista/grafico di origine bielorussa, ora trasferitosi a Francoforte, Ustsinau produce immagini che sembrano galleggiare in oceani di latte. Un’Atlantide postatomica in cui bolle di un nero definitivo si combinano in corpi tagliati da beffardi sorrisi.
Deciso a creare un proprio mondo tempestato di sottrazioni e adornato di assenze di gravità permanenti, Yuri dà forma a esseri ambiguamente incastrati nella loro monocromia. Montagne di bolle, gocce, lievissimi decori filigranati, colature filamentose a formare rametti che paiono uscire dalle teste matte di poetici personaggi. Palloncini minimi si allacciano a braccia e gambe adornate da perle nere come il sogno.
Welcome to the black side, we have bubbles.