Il downfishing della generazione Farmville

“Calma… calma e sangue freddo”. Chissà quante volte si sono ripetuti questa frase manager e professionisti alle prese con l’ennesimo carico di lavoro o attacco di stress.
Ritmi di vita elevati, fast-junk food e ansie da metropoli sono solo alcuni dei fattori che stanno portando sempre più persone a dire basta e a cambiare vita.
Stiamo parlando del
downshifting, così definita la pratica – ormai diventata un fenomeno sociologico – di coloro che decidono di “scalare marcia”, di ridurre il ritmo della propria esistenza, riappropriandosi del tempo e delle giornate. Basta con 15 ore di lavoro al giorno! Basta con quella sensazione di affanno che non ti abbandona mai! “Take it slow” direbbero nelle terre caraibiche o, seguendo la saggezza popolare dei nostri nonni: “fatti l’orto!”.
Come funziona questa prospettiva “più lenta”? Ecco gli ingredienti: riscoperta di valori, capacità creativa, inventiva ed una buona dose di pazienza e immaginazione. La rete è ricca di personaggi e blogger che raccontano la trasformazione del loro stile di vita.
Vedere per credere:
Stefania Girelli da software developer è diventata designer. Il suo blog Recreathing si è aggiudicato lo scorso 26 settembre il quinto posto nella classifica del Macchianera Blog Award. Sarà dovuto al downshifting il successo di Farmville? Non sarà come raccogliere i pomodori dall’orto, ma si tratta sempre di coltivare i pixel!