5 cose da chiedere a un grafico se volete compromettere la sua sanità mentale

Scritto il 27-03-2014 in Arts & Design da
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Publisher: @stailuan

  aiuto sono un graphic designer!

Da piccolo, sull’onda dei film di Indiana Jones, volevo fare l’archeologo: una sequenza infinita di insufficienze in latino mi fece capire che quella non era la mia strada. Così ne scelsi una peggiore: quella del grafico, per di più freelance.

La professione del graphic designer è una splendida opportunità di fare pochi soldi e conoscere milioni di mondi differenti. Il graphic designer è una persona colma d’odio, che vive nel tedio ed è pronta a esplodere come una bomba a orologeria: vediamo assieme le migliori modalità per farlo brillare.

 

 

01 – “Che bello, esiste un app per farlo?” 

Come fare del male a un grafico - 1 le app

Gli smartphone e le app hanno cambiato tutto e ormai telefonare è la funzione meno importante del cellulare. Dalla lista della spesa alle previsioni meteo, ci sono veramente un sacco di cose che si possono fare con le app. E poi ci sono alcune cose che NON si possono fare.Tipo progettare una intera campagna pubblicitaria.

Se vi presentano un layout devastante e voi dite: “Bello, con che app lo hai fatto?”, un graphic designer sbrocca. Per una persona il cui mondo consiste nella Suite Adobe e nella stampa su carta, questo è un affronto senza precedenti: il suo odio sfocerà nella creazione di Agry Birds.

 

 

02 – “Scusa me lo impagini meglio in Word?”

Come fare del male a un grafico - 2 microsoft word

Word non esiste nel computer di un grafico che si rispetti. E se ha qualcosa che gli assomiglia è una qualche forma di open office con il quale, una volta aperto il vostro file, salteranno tutte le formattazioni e i caratteri. Bestemmie ovunque.

Voi inveirete contro il grafico perché non ritenete possibile che chi fa questo lavoro non abbia installato un software così diffuso; il grafico risponderà che voi, come tutti, in curriculum avete segnalato una competenza devastante del pacchetto Office, e quindi dovreste essere in grado di farvelo da soli il vostro cavolo di documento Word. Sarà un muro contro muro, una foresta di odio pressoché indistricabile.

Word è il male che genera altro male.

 

 

03 – Fammelo più grande… Il logo.

Come fare del male a un grafico - 3 il logo grande

Ogni cliente che si rispetti vuole che il suo logo sia più grande. Tipo che se l’impaginato è un A4, le dimensioni del logo dovrebbero essere almeno quelle di un lenzuolo. Questa richiesta poi assume dimensioni critiche nei rapporti con gli uffici pubblici in cui il logo, oltre che essere grande, deve essere perpetrato ovunque nei secoli dei secoli. Amen.

E vallo a spiegare che in questo ambito – almeno in questo – le dimensioni NON contano! Impossibile. A seconda del grafico con cui vi interfaccerete otterremo scontro, mediazione o rassegnazione. O, più probabilmente, tutto in sequenza, con la medesima persona.

 

 

04 – Il comic sans: l’odio fatto font

Come fare del male a un grafico - 4 il temuto comic sans

Del comic sans si ne è fatto talmente tanto uso – e soprattutto abuso – che oramai piace quasi anche a me. Sto scherzando, ovviamente. Non sarebbe da usare mai, neanche per i volantini per la festa di un bambino di quattro anni. Ma il bello è che viene usato sempre. E sempre a sproposito.

Per dire, i fisici del CERN ci hanno scritto la presentazione del Bosone di Higgs, la “particella di Dio”. Che è, tipo, una delle scoperte del secolo, con tanto di Premio Nobel vinto… e la presentate in comic sans?!? Ve lo devono levare, il Nobel!

 

 

05 – Parliamo di allineamento

Anni di documenti impaginati a caso con Word, che nemmeno lanciando su un foglio tutte le lettere di scarabeo verrebbe un casino simile, hanno reso qualsiasi impiegato un abile tipografo. A suo dire.

Di conseguenza se il grafico di turno presenterà un impaginato allineato a bandiera sarà il disastro: “Perché non giustifichi?”, “Perché non fai TUTTO CENTRATO?”.

Vi rendete conto di quello che avete appena detto? A un grafico?!? È come passare vicino a un velociraptor che dorme, indossando un vestito fatto di bistecche, e dargli una pedata nei denti.

Il “tutto centrato”, è chiamato anche “ad epigrafe” e il motivo è che veniva usato per le lapidi. In testi di lunghezza superiore alle tre righe, creerà l’effetto di un albero di natale invertito e causerà al grafico un embolo tale da condurlo a morte certa.

Ad ogni modo, in questo caso, il “centrato” sarà utlizzabile per la di lui lapide.

 

 

Informazioni sull'autore Gazduna

Un collettivo di braccia, mani e capelli scarmigliati che [sul web] vaga qua e là, guarda su e giù, scrive questo e quello. Più o meno. C’è quello che non ha idea di come accoppiare una camicia ad un pantalone, quella che (solo con uno sguardo) farebbe diventare bianchi i capelli di Dario Argento, quella che è biologicamente incapace di venir male in fotografia. Per citare solo i più normali. Dopo il proverbiale starnuto che lo ha lasciato privo di qualsivoglia talento, Gazduna ha preso a masticare e sputazzare publisher e articolisti. Alcuni di questi gli sono rimasti appiccicati ai baffi e tuttora imbrattano di codice html e pixel le sue pagine. [continua]

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