Non ti chiamo, ti chatto: l’amore ai tempi dei social network

Scritto il 12-02-2014 in Digital Culture da
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Love is pain

In realtà l’hanno già fatto in tanti, incluso il grande Bauman con “Amore liquido” di addirittura dieci anni fa. Che altro potrei aggiungere? Come potrei stupirti o affascinarti senza utilizzare il dozzinale qualunquismo di Fabio Volo?

Semplice: raccontandoti episodi accaduti realmente. A partire dall’approccio.

 

Diversi anni fa ero a una festa di Capodanno, a Roma. Avevo appena conosciuto una ragazza molto interessante.

Dato il tasso alcolico posso giurarvi che aveva gli occhi azzurri e un bel culo. Mi racconta cose interessantissime – tipo l’albero genealogico della sua famiglia – e alla fine di queste cose interessantissime le chiedo il numero, dicendole che magari ci saremmo rivisti nei giorni seguenti perché morivo dalla voglia di ascoltare altre sue cose interessantissime. Cosa non si fa per scopare, eh.

Ma la sua risposta mi spiazzò.

 

Happy fucking Valentine's Day! “No, dai, ti lascio il mio Facebook”.

“Eh?”

“Non ce l’hai, il Facebook?”

“Sì, ho IL FACEBOOK, però…”

“Dai, allora, aggiungimi, io sono Sammy Occhiblu

La salvo come Willy Wonka, mi sa.

“Uh, che bel nickname!”

“In che senso?”

W I L L Y  W O N K A.

“Come in che senso? Il tuo nome è bello, dicevo…”

“Ah, sì, il mio nome! Dai, aggiungimi!”

“Sì, ma poi che facciamo? Non è meglio il num…”

“Poi chattiamo!”

Questa è scema.

“Aaaaaah, certo, che sciocco sono…”

“Dai, allora, mi hai aggiunto? Non vedo la notifica!”

ANSIA. ANSIA. ANSIA.

“In realtà non ho aperto ancora l’applicazione, perché…”

“Noooo, non l’applicazione, IL FACEBOOK!”

Matteo, tirale una testata, tirale una testata e scappa, per l’amor del cielo!

 

Fu in quel momento che partì Maracaibo e ne approfittai per infilarmi in un bieco trenino di ubriaconi. Non rividi più Sammy Occhiblu. E se cercate su Facebook non la troverete, perché probabilmente avrà cambiato il nome in qualcosa di estremamente fantasioso e interessante. Che so, Willy Wonka.

 

Willy Wonka about love...

Ma qui non stiamo parlando solo di lei, stiamo parlando della prima legge dell’amore ai tempi del social network, che chiameremo “Teoria della chat applicata all’inciucio”. Perché spendere due soldi quando puoi messaggiare 24/24 aggratis? E perché dare il numero di telefono a uno sconosciuto quando con Facebook puoi risolvere brillantemente la situazione? Tanto è difficilissimo ottenere dati sensibili e violare la privacy, no?

 

Il corollario di questa prima legge è semplice: non serve perdere tempo conoscendo persone fuori casa quando invece puoi guardare le foto su un social network. E allora c’è questo mio amico – senza una vita sociale degna di essere raccontata – che decide di aggiungere una “gran maiala”, testuali parole. Lei accetta e chattano un sacco i due, tantissimo, a tutte le ore del giorno. L’amico dalla vita sociale non degna di essere raccontata è eccitatissimo, perché tutto sembra andare alla perfezione, si affeziona, forse è nato qualcos’altro. E finiscono pure per conoscersi, in diretta. No, non Skype, dal vivo, dico. L’amore trionfa?

Seeeeee, certo e il principe azzurro non scoreggia mai. Creduloni.

  Before and after Photoshop

Viene fuori che lei fa porno ed è un cesso di proporzioni epiche. Passiamo sul porno – e sfido qualunque ragazzo a non aver pensato “Waaaah! Grande!” –, ma sul cesso di proporzioni epiche no, non possiamo. Che lei aveva photoshoppato qualche foto per risultare più accattivante per i cacciatori di teste, dice. Che va bene ritoccare qualcosina, dice invece l’amico deluso, ma non puoi mica fingere di essere Angelina Jolie quando in realtà sei un mobiletto Ikea. Di quelli acciaccati, messi alla fine del punto vendita come “grande occasione”, ha voluto sottolineare.

 

Ecco, questo lo nomineremo “Corollario post-ottico della virtualità concessa”: di come le persone riescano ancora oggi, Anno Domini 2014, a instaurare relazioni reali attraverso false immagini. Un po’ come il mito della caverna di Platone che incontra Blade Runner, il tutto diretto da Tim Burton. Ci siamo capiti, vero?

 

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Però c’è da spezzare una lancia: una coppia di amici si sposeranno quest’anno dopo essersi conosciuti su una chat. Andrò anch’io a testimoniare che l’amore, insomma, esiste anche ai tempi dei social network.

Sperando di non incontrare Willy Wonka.

Informazioni sull'autore Matteo Bianx

Copywriter nell'anima, giornalista come brutta persona, social media strategist perché mangia Pane e Rete da sempre. Ma anche divoratore di libri, persecutore di parole e cine-innamorato. Laureato in Sociologia e specializzato in Marketing e Comunicazione, scrive di società e web da oltre dieci anni. "Oltre dieci anni" significa che potrebbe farlo da anche vent'anni, ma è del 1982 e quand'era bambino in realtà sognava di fare il pompiere. Gli è andata bene. O male. Dipende dai punti di vista. [continua]

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