Piccolo manuale di stile per affrontare lo spogliatoio della palestra

Scritto il 28-01-2014 in Stile da


Publisher: Damiano_Sestyle

 

Uomo stiloso VS Uomo primitivo in palestra

Miei cari uomini, ci siamo: con gennaio è arrivato il momento di fare i conti con i chili in più e la perdita di tono muscolare che, nel primo mese dell’anno, rischiano di far assumere contorni horror all’appuntamento del dopo doccia davanti allo specchio.

 

Cos'hai ricevuto per Natale? A poco valgono le promesse di morigeratezza che facciamo a noi stessi: dobbiamo cominciare a fare un po’ di sport, ecco la verità.

Purtroppo sono passati da mo’ i tempi delle scuole medie, quando il metabolismo consumava come una centrale elettrica a pieno regime e il nostro corpo godeva di una flessibilità plastica; ora i meccanismi si sono arrugginiti, e quando ci chiniamo a raccogliere una carta siamo sulla buona strada per l’infortunio su lavoro.

Quando ce ne rendiamo conto, recuperiamo la dignità e decidiamo di giocarci l’ultima carta: “Da domani mi iscrivo in palestra… anzi no, da lunedì, che domani ho una cena”. Bravo, hai fatto la scelta giusta: vedrai quanti benefici otterrai! Ma bada bene: il delicato e costruttivo cammino che stai per intraprendere è costellato di sottili attentati allo stile e alla decenza umana. Quella, infatti, da cui nessun sito o personal trainer ti metterà in guardia è la fauna che popola lo spogliatoio della palestra a cui ti sei appena iscritto.

 

AAA - Anima vendesi a dio Narciso Legge dell’equilibrio, infatti, vuole che se il Pitti fa spuntare da ogni angolo uomini che hanno venduto la loro anima al dio Narciso, per contrappasso ci sia un proliferare di neanderthaliani che, sottraendosi all’evoluzione umana, continuano a trovare negli spogliatoi delle palestre il luogo ideali dove mantenere salda la propria fama di orgogliosi rappresentanti del medioevo stilistico.

Come riconoscerli? Come fare per evitare di cadere nella sottile ma inesorabile rete di cameratismo che i neanderthaliani tendono a costruire con i nuovi adepti? Ma soprattutto: come uscire da questa abominevole categoria se, fato avverso, ci siamo caduti dentro senza accorgercene?

Ecco un piccolo vademecum delle principali situazioni a rischio e, parimenti, delle attenzioni da avere per non rinunciare allo stile e alla decenza in quel luogo perverso, impregnato di odori maschi e muschiati.

 

Il tragitto casa-palestra 

Per andare in palestra l’uomo di Neanderthal sceglie l’abbigliamento più anti-estetico che ci sia, come se il tragitto casa-palestra e viceversa non appartenesse alla dimensione sociale.

 

Effetto scrub a costo zero D’inverno predilige un maglione informe di lana grezza, che porta sulla nuda pelle per ottenere un economico effetto scrub e che, in spogliatoio, appende per il collo al gancio per i giacconi, così da rendere il buco per la testa un ellisse così grande che manco la Terra dopo un giro di rivoluzione.

Se invece sotto il maglione porta una maglietta o una polo, prova una sorta di ancestrale soddisfazione nel togliersi tutto in un colpo solo, così da risparmiare tempo e fatica. Fosse per lui, nello stesso gesto si sfilerebbe anche i pantaloni, volesse il cielo che fossero attaccati agli indumenti dell’estremità superiore.

 

L’uomo sociale, invece, sa che per andare in palestra ci si veste comunque con una certa attenzione perché si è in presenza di altre persone, si toglie un capo per volta perché ogni tessuto merita rispetto e va conservato nel migliore dei modi (il tempo delle armature è passato da un pezzo) e utilizza il gancio dell’attaccapanni per giaccone o cappotto (che appende magari utilizzando l’apposita fascetta pensata per non sformare il collo), eventualmente pantalone e camicia. Il maglione lo piega, mettendolo in borsa per evitare di far mercato attorno alla sua borsa.

  

L’amore ai tempi del calzino

Qualche esemplare di uomo di Neanderthal tenta di non farsi riconoscere indossando un complemento di un certo pregio scelto con cura perché possa sviare l’attenzione.

 

La dissimulazione di Neanderthal La sua astuzia, tuttavia, non raggiunge confini così lontani e, in quei casi, a tradire la sua natura selvaggia è la calza, generalmente di infima qualità, lunga (o corta, a seconda delle prospettive) fino al polpaccio, e capace di generare i famigerati pallini anti-estetici che la rendono il capo perfetto per mettere la cera sul cassettone di legno che la nonna gli ha lasciato in eredità.

L’uomo di Neanderthal riversa sulle calze un affetto smodato, che non scema nemmeno quando, in prossimità dell’alluce, fa capolino il primo buco (non sia mai che si dedichino troppe attenzioni alle unghie del piede).

 

L’uomo attento allo stile, invece, sa che non è solo ciò che si vede a fare la differenza, anzi. Per mantenere una buona nomea deve puntare ai complementi.  La calza, ad esempio, è dignitosa e senza buchi (il tempo del rammendo è finito), lunga sopra al polpaccio, con elastico integro e possibilmente di tessuto coerente con la stagione.

 

 

 

Mutande e pantaloni in un colpo solo

Al termine dell’allenamento, l’uomo selvaggio dà il meglio di sé: con una mossa fugace sfila pantaloni e mutande che si avviluppano in modo concentrico tra loro a mo’ di Lady Oscar nel roseto (d’altronde, perché riservare una sorte diversa a quella già toccata a maglione e polo?) e si lancia in doccia, urlando e compiacendosi con gli altri di quanto bravo sia stato durante l’allenamento o per i successi amorosi dell’ultima settimana.

 

Il momento della doccia: uomini allo stato brado negli spogliatoi Porta con sé un docciaschiuma ai profumi del Wyoming, convinto che un unico prodotto dalle note balsamiche sia la soluzione ideale per lavare capelli, corpo e parti intime. Dopo essersi concesso al primo scroscio d’acqua, l’ominide passa alla detersione, che inizia dall’equatore (ai gioielli di famiglia e alla piega naticale lode e onore continui) per poi passare al polo nord (capelli e testa), ovviamente con il prodotto e la schiuma che gli sono appena rimaste tra le mani.

Passa poi allo sfregamento dei pettorali, una tappa veloce a braccia e ascelle per poi finire di nuovo all’equatore. Alla schiena e all’emisfero australe non dedica attenzioni, convinto che il detergente usato per le parti alte, soggetto alla legge di gravità, produca autonomamente una mirabile opera purificatrice. Qualche raro esemplare di Neanderthal, è invece solito terminare l’allenamento e rimettersi i propri vestiti di ordinanza dopo aver passato un asciugamano per tutto il corpo, garantendosi un’efficacia igienica pari a un week-end di naturismo nei pressi della centrale di Fukushima.

 

Neanderthal in allenamento VS stile da palestra

L’uomo di stile, invece, terminato l’allenamento si toglie un indumento per volta, porta in doccia un detergente per la pelle (scoprendo magari fragranze diverse dall’ Arbre Magique) e uno per i capelli o la testa, e dedica le stesse attenzioni ad ogni parte del suo corpo, partendo dalla testa e terminando con i piedi.

 

 

Naturisti a Fukushima

Al lavaggio segue la deodoratio. Cosa sana e giusta, direte voi. E invece no, perché il selvaggio utilizza comunemente un concentrato di miasmo chimico che solo le bombolette di Impulse o Malizia Uomo possono contenere. Sì, esistono ancora.

 

Miasmi d'intesa L’uomo di Neanderthal regala a tutta la parte superiore generosissime spruzzate dell’insetticida, convinto che oltre a deodorare la pelle, questo “profumo” farà cadere ai suoi piedi una folta schiera di rappresentanti del gentil sesso. In effetti questo è ciò che avviene, ma non nel modo che intende lui.

Deodorarsi è un’operazione notoriamente conosciuta anche dall’uomo sociale, ma a differenza del suo lontano parente selvaggio, egli sa che profumerie, farmacie ed erboristerie sono luoghi ideali per comprare questi utili prodotti per il corpo che, rinunciando a qualsiasi pretesa di conquista femminile, proteggono la pelle limitandone il cattivo odore e tutelando contemporaneamente olfatto e salute di coloro che gli si avvicinano.

 

Questo è quanto. Se hai seguito questi pochi ma semplici consigli, mentre ti avvicini all’uscita puoi tirare un sospiro di sollievo: il metabolismo sta lentamente rimettendosi in moto e, cosa ugualmente importante, il tuo stile non ne è uscito sconfitto, anzi. Puoi ora procedere fiero per la tua strada: nuove sfide per mantenere alto lo stile ti aspettano.

 

Informazioni sull'autore Gazduna

Un collettivo di braccia, mani e capelli scarmigliati che [sul web] vaga qua e là, guarda su e giù, scrive questo e quello. Più o meno. C’è quello che non ha idea di come accoppiare una camicia ad un pantalone, quella che (solo con uno sguardo) farebbe diventare bianchi i capelli di Dario Argento, quella che è biologicamente incapace di venir male in fotografia. Per citare solo i più normali. Dopo il proverbiale starnuto che lo ha lasciato privo di qualsivoglia talento, Gazduna ha preso a masticare e sputazzare publisher e articolisti. Alcuni di questi gli sono rimasti appiccicati ai baffi e tuttora imbrattano di codice html e pixel le sue pagine. [continua]

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