Datemi un po’ di muffa e vi solleverò il mondo!

Scritto il 17-10-2013 in Arts & Design da


Opere d'arte da frigorifero

Ti avvicini al frigo in preda ad un attacco di fame di quelli che mangeresti anche il gatto vivo, se non fosse per il rischio di soffocare a causa del pelo. Ricordi vagamente di aver fatto la spesa una decina di giorni fa, quindi troverai sicuramente il barattolone di yogurt, quello da mezzo chilo: l’unico che possa placare in fretta la fame. Quello che è lì che ti aspetta, nel ripiano più in alto.

 

Sheldon alle prese con lo yogurt ammuffito Apri il frigo, prendi il barattolone, ti siedi comodo sul divano pronto a gustarti la sesta stagione di The big bang theory, affondi il cucchiaio nello yogurt e milioni di fermenti lattici ormai in ipotermia ti salutano, con il loro affascinante colorito verdastro. E mentre decidi se sia meglio chiamare i Ghostbusters o la mamma (per chiederle se ha qualche cosa da mangiare che non sia animato), butti lo yogurt giù per lo scarico.

Ma devo dirvi una cosa: sciocchi voi, che scrutate con occhio attento le date di scadenza dei prodotti in frigo, pronti a buttarli via non appena si avvicina la data contrassegnata dalla famigerata parola “preferibilmente”!

Certo, mi direte, cosa c’è di peggio del proliferare di muffe dai colori improbabili sul cibo che avete dimenticato di mangiare, con quei rilievi spugnosi e l’aspetto vomitoso?

 

Eppure se ci fermassimo un attimo ad osservare, potremmo avere delle sorprese: nel 2011 alcuni scienziati hanno realizzato un video, postato su Youtube, che voleva dimostrare l’intelligenza della muffa.

 

 

L’argomento deve essere stato molto dibattuto all’interno della comunità scientifica, considerato che, a un anno dalla pubblicazione del video, da un articolo apparso sul sito Gaianews apprendiamo che: “ricercatori del CNR hanno scoperto che una muffa sa calcolare il percorso più breve per arrivare alle sostanze nutritive e lo fa attraverso un algoritmo elaborato in milioni di anni.”

Me li immagino questi scienziati molto nerd, molto single e molto soli aprire il frigo e scoprire che la muffa ha colonizzato non solo il cibo take-away della settimana prima, ma ha trovato anche la strada verso la scatola dei formaggi. Me li vedo lì, di domenica mattina, ancora in mutande, a interrogarsi sul percorso scelto dalla muffa, tentando di classificarne colore e consistenza.

 

Una conchiglia ammuffita Per l’artista Antoine Bridier-Nahmias, esponente della Junk Culture, la nascita e la proliferazione di spore e batteri è invece una “contaminazione magica”.

In un meraviglioso Tumblr, Bridier-Nahmais ha raccolto le foto di tutte le sue composizioni artistiche (leggi: cibi andati a male) solo per “vedere l’effetto che fa”.

Una cosa disgustosa, starete pensando, ma nel guardare le foto sono sicura che rimarrete a bocca aperta osservando la varietà di colori e forme che può assumere la muffa.

Magari vi chiederete anche da cosa è riuscito a tirare fuori quella che sembra una conchiglia o quella deliziosa sfumatura indaco con cui sarebbe bello dipingere le pareti della camera da letto.

 

Quindi la prossima volta che il vostro yogurt si ricoprirà di muschio, prima di chiamare i Ghostbusters, aprite Instagram e fotografate le opere d’arte che siete riusciti a creare nel vostro frigorifero: con un po’ di fortuna potreste diventare i prossimi portabandiera della Junk Culture!

 

Informazioni sull'autore Marlene

Ha un lavoro vero di cui non parla mai, preferendo essere definita blogger e web-writer. In un'altra vita doveva essere una gatta: sguardo sornione, schiva e riservata con chi non conosce, fa fusa rumorose con chi riesce a conquistare la sua fiducia. [continua]

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