Phonebloks: ovvero come ti smonto, personalizzo e riciclo lo smartphone

Scritto il 03-10-2013 in Digital Culture da


Il futuro è fatto di mattoncini

Il primo incontro non si dimentica: lui è lì che ti fissa, indifeso ma pronto ad essere posseduto dalle tue dita frementi, tu lo guardi con gli occhi iniettati di bramosia e desiderio. Ti godi il momento, sai di essere il suo padrone. Poi lo spogli di quell’abito che è poco più di un velo e lasci che si accenda, avvampando, tra le tue mani. Lo hai atteso per settimane: il tuo smartphone è finalmente arrivato.

 

Broken Phones Ma poi, come sempre, il desiderio va spegnendosi. Inizi a dimenticarlo sulla mensola del bagno dopo averlo usato per alleviare la tua stipsi, lo ingolfi delle peggio App, lo fai cadere da tutte (TUTTE) le superfici piane sulle quali lo appoggi.

 

Così facendo, la fine si avvicina e la storia tra te e il tuo telefono – che solo un mese fa avevi giurato sarebbe stata eterna, con quel che era costato! – si avvia a falcate decise sul viale del tramonto. Perché – inutile nascondersi dietro un dito – gli smartphone non sono fatti per durare.

 

Di questa costosa verità si è accorto anche Dave Hakkens, designer olandese dotato di zebedei che farebbero scattare ogni allarme antincendio, tanto son fumanti.

Il buon Dave s’è alzato una mattina e si è detto: “Ma perché dovrei buttar via il mio telefono se si è rotto solo – per dire – il microfono?”. Così, finito di far colazione, s’è seduto alla scrivania e ha creato Phonebloks. Oddio, creato è una parola grossa: diciamo che ci sta provando.

 

Il Block Store

 

Che roba è Phoneblocks? È un delizioso incrocio tra smartphone e mattoncini Lego che funziona pressappoco così: ti si rompe lo schermo? Lo sfili via e lo cambi. Vuoi un processore più veloce? Togli il blocco che contiene quello vecchio, lo rifili a tua zia (che tanto a lei andrà benone uguale!) e ti pigli il mattoncino col processore superpiù.

 

 

Ma non solo: Phoneblocks sarà personalizzabile anche in fase di acquisto. Se sei un fotografo della Domenica, convinto di dar la pezza a Cartier Bresson quando scatti su Instagram, allora puoi configurare il telefono con una fotocamera da urlo.

Se invece sei semplicemente sordo come una campana, ci puoi mettere un mattoncino-cornetto-acustico.

 

Insomma: meno mondezza digitale in giro per il mondo, più soldi nelle nostre tasche e soprattutto infinite possibilità di personalizzare il nostro smartphone.

 

Un telefono, mille blocchi! C’è un solo problemino: al momento Phonebloks non esiste.

Sì, ecco, è ancora poco meno di un prototipo. Per fare in modo che qualcosa si smuova, Hakkens ha organizzato, per il 29 ottobre, un gigantesco Thunderclap: alle dieci del mattino di quel giorno, chiunque avrà aderito all’iniziativa, vedrà pubblicato sui propri social un messaggio che dirà, più o meno: “Oh, figo duro ‘sto Phonebloks, lo vorrei una cifra!”.

Al momento, i Thunderclappatori sono quasi 800.000, il che significa oltre 300.000.000 di contatti potenziali. Mica cotica.

 

Servirà? Forse no, ma non sarebbe meraviglioso se Nokia – che al momento vale più o meno come un pacchetto di noccioline e tre Goleador – prendesse la palla al balzo e tornasse finalmente a far telefoni degni di millemila meme?

 

Informazioni sull'autore Zaziwo Ford

“Magico a giorni alterni, Zaziwo Ford millanta la risoluzione di problemi a chi da essi è afflitto. Vende abilmente lo stesso fumo entro il quale, poi, scompare cercando la via di casa. Aiutatelo.” Questo sta scritto sul cartellino posto davanti alla gabbia in cui vive il buon Zaziwo allo Zoo comunale del mondo di Oz, primo sentiero a destra, tra il leone fifone e lo spaventapasseri arrugginito. Intendiamoci: ci si trova benissimo. Cibo a volontà, nessuna seccatura e tanto tempo per guardarsi attorno. Ogni tanto, poi, lo facciamo uscire. E allora si sbizzarrisce. Dice a tutti di vivere in un luogo (ovviamente inventato) chiamato Fano, di occuparsi di web 2.0 (o qualcosa del genere) e di scrivere articoli per un blogazine che chiama Gazduna. Quassù lo conosciamo tutti e non abbiamo ragione di credere che sia pericoloso. Se non dimostrasse di amarla così tanto, nemmeno lo terremmo chiuso in gabbia. Ama leggere e scrivere ma detesta far di conto. Divora film e musica a un ritmo quasi sconveniente. [continua]

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