È un aeroplano? È un uccello? No, è Nicolas Cage! (Nel Superman di Tim Burton mai girato)

Scritto il 10-09-2013 in Digital Culture da


Superman vive ed è Nicholas Cage!

Nicolas Cage mi affascina. Nicolas Cage mi preoccupa. Capita che Nicolas Cage mi terrorizzi. Di sicuro, Nicolas Cage mi interessa. È una roba che non si può spiegare. Credo dipenda dalla schizofrenia spesso tragicomica delle sue scelte interpretative, dalle strabilianti parrucche che gli cacciano in testa ogni volta (ma perché non vanno mai bene a nessuno, i capelli veri di Nicolas Cage?) e dalle facce assurde che fa. Nessuno fa le smorfie come Nicolas Cage. O ti pigli le smorfie iperboliche o ti tieni quella faccia lì che ha di solito, con quell’espressione da roccia sedimentaria un po’ preoccupata.

 

Ottone Von Cage

Non capisco bene perché Nicolas Cage ispiri tutto questo affetto, ma sono contenta di non essere qui da sola. Perché Nicolas Cage suscita meraviglia nei fan, ma soprattutto provoca meraviglie dei fan.

C’è un tizio che sta disegnando tutti i Pokemon mai esistiti appiccicandoci sopra la faccia di Nicolas Cage. L’impresa si chiama Gotta Cage ‘em All, e non venitemi a dire che non è nobile e meritevole di attenzioni. 

Poi ci sono degli altri che hanno usato le fattezze di Nicolas Cage per sfigurare le principesse Disney e numerosi gatti che non avevano colpa.

 

 

L’apice dello splendore, però, l’abbiamo raggiunto con Nicolas Cage Gets Around, una burleria video in cui un genio assoluto ha incollato digitalmente il nostro attore preferito in un sacco di situazioni cinematografiche universalmente apprezzate da grandi e piccini. E la roba bella è che risponde sempre a tono, soprattutto a Lady Macbeth.

 

 

Comunque.

Siamo qui perché, tra le molte meraviglie che Nicolas Cage ci ha regalato, poteva essercene un’altra. Una roba epica e suprema. Qualcosa che avrebbe cambiato per sempre la storia del cinema e dei supereroi. Perché, nel remoto 1998 c’era Tim Burton che voleva far fare Superman a Nicolas Cage.

 

Super Cage Ecco.

Sedetevi un attimo e lasciatevi pervadere dalla sconclusionata fantasticità di questa cosa.

Da quel che si è capito, il film che aveva in mente Tim Burton era sul genere “facciamo capire al pubblico che ho avuto un’infanzia confusa e solitaria”. Si parlava di robot con le corazze arcobaleno, orsi polari giganti che fanno la guardia alla Fortezza della Solitudine, ragni mastodontici, navicelle a forma di teschio.

Doveva chiamarsi Superman Lives, ma poi niente, è finita lì, tutto in malora. Ciaone a Nicolas Cage.

 

Grazie al cielo, però, un giovane signore di nome John Schnepp ha deciso di fare luce una volta per tutte sul più grande mistero cinematografico dell’ultimo secolo. Che cos’è successo? Di chi è la colpa? Ma che storia era, alla fin fine? In nome della giustizia e di tutto ciò che è sacro, Schnepp è andato a chiedere 98.000 $ per il suo documentario su Kickstarter, The Death of Superman Lives. E la gente, ovviamente, gliene ha dati pure di più. Diamine, tutti quanti avrebbero voluto vedere Nicolas Cage CHE VOLA, che almeno ci spieghino perché non è accaduto!

Il documentario, che mi auguro sarà pronto al massimo entro domani, adesso ha anche un trailer.

 

 

Cioè, speriamo che il documentario sia meglio del trailer, ma intanto il mondo è diventato impercettibilmente migliore. E se ancora non siete convinti, se ancora non pensate che Nicolas Cage sarebbe stato un Superman fantastico e disastroso, allora basta, almeno lasciatevi commuovere. Perché Nicolas Cage ci credeva sul serio. Ci credeva così tanto che ha chiamato suo figlio Kal El. Kal El Cage

  Prove costume?

Informazioni sull'autore Tegamini

Tegamini nasce a Piacenza nel 1985. Dall’infanzia sino al raggiungimento della maggiore età viene costretta ad eccellere nelle seguenti attività: ginnastica artistica, tennis (singolare e doppio), sci (slalom speciale, gigante e supergigante), pianoforte, solfeggio, softball, Giochi della Gioventù (staffetta 4×100, salto in lungo, salto in alto e getto del peso) e liceo scientifico sperimentale. Parallelamente, Tegamini sviluppa una sana e spontanea passione per la lettura, il disegno, la lingua inglese, l’ombretto nero e i Minipony. Nel 2004, mentre tutti i suoi compagnucci di scuola vanno a Formentera, Tegamini si tuffa nella sua prima esperienza lavorativa, trascorrendo l’estate nella redazione tv della gloriosa emittente locale Telelibertà. Mandata a documentare gli eventi più assurdi e a intervistare rabdomanti, contadini, assessori e preti esorcisti, Tegamini non si abbronza ma si diverte moltissimo. Nel 2007, in quel di Milano, Tegamini si laurea in Economia per l’arte, la cultura e la comunicazione presso la splendente Università Bocconi. Sempre lì, si specializza in Economics for Arts, Culture, Media and Entertainment e piglia pure 110 e lode. MADRE si commuove. A parte la laurea, nel 2009 succedono delle cose. Tegamini trascorre tre fantasmagorici mesi in stage a New York presso una coriacea agenzia di pubbliche relazioni. Una volta rimpatriata, parte per Torino e finisce incastrata nel rutilante e deprimentissimo mondo dell’editoria libraria, dove ancora milita – in qualità di project manager, web editor e ufficio-marketing-Mrs-Wolf. Nel mese di settembre del 2012, Tegamini si riscatta dalla tirannia del monolocale solitario e va a vivere a Milano con Amore del Cuore, rassegnandosi al pendolarismo. A novembre, dopo un brevissimo periodo di gatto-provini, arriva Ottone von Asgard, Ironcat Supremo. Ah. Ovviamente sta scrivendo un romanzo. [continua]

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