Ho comprato “Cioè” dopo 15 anni: cuori, glitter e One Direction in scala 1:1

Scritto il 02-07-2013 in Why Not? da


Tegamini VS Cioé

“Edicolante? Salve, edicolante. Senta, la mia nipotina mi ha incaricato di comprarle un Cioè. Ma c’è ancora, il Cioè?”

E’ con questa patetica menzogna, sostenuta da ben 2 euro e 90, che sono fieramente entrata in possesso di un Cioè con copertina adesiva e collanina AMICHE PER SEMPRE. Davanti ci sono gli One Direction – e le loro incredibili sopracciglia ad ala di gabbiano selvaggio – e dietro le copertine più belle degli album di Avril Lavigne, la finta giovane più attempata del mondo.

Comunque.

 

Il manufatto alieno

E' quasi magia: non c'è un font uguale all'altro!

Il Cioè, così a vederlo dopo quindici anni, ha tutta l’aria di un manufatto alieno che gronda glitter. Non c’è una scritta uguale all’altra, non c’è un colore che s’accompagna con quello vicino. E’ tutto un tripudio di nuvolotte, stelline, cuori, palle, fiori, farfalle e punti esclamativi.

Se avete intenzione di dargli una sfogliata veloce, vi conviene prepararvi in anticipo: casco in testa e bastoncino di legno tra i denti.

 

A parte l’incredibile spettro cromatico del Cioè, l’altra roba che mi ha fatto paura è che non so più chi è nessuno.

In mezzo c’è il poster di Moreno di Amici. Ma chi è Moreno di Amici? Quando lo prendevo io c’era Robbie Williams. Nick dei Backstreet Boys. Se proprio era una settimana di merda ti ritrovavi con Massimo Di Cataldo. Ma questi sono discorsi futili, da nonna che guarda un viale di cemento e ti viene a dire che ai suoi tempi era tutta campagna.

Non ho mica niente contro Moreno o contro le tre pagine dedicate ai tweet immortali di Justin Bieber – “I love music”… and I love panini con la coppa, mi verrebbe da rispondergli – e non ce l’ho nemmeno con gli sconvolgenti dieci segreti di Taylor Swift – “meno del 30% dei vestiti nel suo guardaroba è rosso” –, insomma, non sono i personaggi, poveracci, è proprio l’approccio generale che mi atterrisce.

 

Gli immarcescibili test del Cioè

Ah, i test! Sono come il nero: non passano mai di moda!

Tipo, che ci frega di fare un quizzone per scoprire se sappiamo tutto di Bruno Mars. Quanto è alto e quanto pesa Bruno Mars? Gli fa più schifo il budino o il gelato? Qual è il suo numero preferito? Son robe che se le vai a chiedere a Bruno Mars in persona nemmeno lui le sa. E’ pure capace di chiamare la polizia coi cani, cani tirati su a polpette di fangirl.

Insomma, c’è del feticismo da manicomio di massima sicurezza.

 

E se qualcosa di familiare è rimasto – grazie agli immortali test ho scoperto di essere una decisa ragazza CONO (altro che una deliziosa COPPETTA o un freddo e scostante GHIACCIOLO) e di poter mettere K.O. il mio boy con uno dei miei sguardi di fuoco – nulla riuscirà a farmi accettare la desolazione della nuova rubrica “Caro Cioè”.

Dove sono i “Caro Cioè, Micheluzzo mi ha dato un bacio sulla guancia. Sono incinta?” o i “Caro Cioè, mi prendono in giro perché ho la gobba e una gamba di legno. Secondo te come devo comportarmi?”.

 Non c’è più niente, niente! Una letterina sola, di una certa Lola che fa la quinta elementare e si lamenta del suo fidanzatino che la accusa ingiustamente di averlo tradito.

 

Codici oscuri e complotti segreti

Union J VS BTR: codici oscuri e complotti segreti

Ero pronta a passare sopra all’intervista monosillabica a Pablo Espinosa – uno che somiglia, in brutto, a Kim Rossi Stuart, ma più sciupato e giallognolo – e anche alla fine della love-story tra Robert Pattinson e Facciadipietra Stewart, ma non posso accettare che il “Caro Cioè” si sia ridotto così. Il Cioè si comprava per la posta! C’era della gente che usava la CocaCola come anticoncezionale, perbacco! Era una rubrica terapeutica, ci leggevi su delle robe talmente inaudite che finivi per sentirti normale.

E adesso? Che faranno le ragazzine, a parte abbracciare delle sagome di cartone a grandezza naturale degli One Direction? Ma soprattutto, che diavolo sta succedendo? Ai miei tempi qua era tutto un “Caro Cioè”!  

 

Informazioni sull'autore Tegamini

Tegamini nasce a Piacenza nel 1985. Dall’infanzia sino al raggiungimento della maggiore età viene costretta ad eccellere nelle seguenti attività: ginnastica artistica, tennis (singolare e doppio), sci (slalom speciale, gigante e supergigante), pianoforte, solfeggio, softball, Giochi della Gioventù (staffetta 4×100, salto in lungo, salto in alto e getto del peso) e liceo scientifico sperimentale. Parallelamente, Tegamini sviluppa una sana e spontanea passione per la lettura, il disegno, la lingua inglese, l’ombretto nero e i Minipony. Nel 2004, mentre tutti i suoi compagnucci di scuola vanno a Formentera, Tegamini si tuffa nella sua prima esperienza lavorativa, trascorrendo l’estate nella redazione tv della gloriosa emittente locale Telelibertà. Mandata a documentare gli eventi più assurdi e a intervistare rabdomanti, contadini, assessori e preti esorcisti, Tegamini non si abbronza ma si diverte moltissimo. Nel 2007, in quel di Milano, Tegamini si laurea in Economia per l’arte, la cultura e la comunicazione presso la splendente Università Bocconi. Sempre lì, si specializza in Economics for Arts, Culture, Media and Entertainment e piglia pure 110 e lode. MADRE si commuove. A parte la laurea, nel 2009 succedono delle cose. Tegamini trascorre tre fantasmagorici mesi in stage a New York presso una coriacea agenzia di pubbliche relazioni. Una volta rimpatriata, parte per Torino e finisce incastrata nel rutilante e deprimentissimo mondo dell’editoria libraria, dove ancora milita – in qualità di project manager, web editor e ufficio-marketing-Mrs-Wolf. Nel mese di settembre del 2012, Tegamini si riscatta dalla tirannia del monolocale solitario e va a vivere a Milano con Amore del Cuore, rassegnandosi al pendolarismo. A novembre, dopo un brevissimo periodo di gatto-provini, arriva Ottone von Asgard, Ironcat Supremo. Ah. Ovviamente sta scrivendo un romanzo. [continua]

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