La mia infanzia che intervista Fan Boy, genio creatore del blog a fumetti “Figures in Action”

Che lo adoro ve l’ho già detto. E quindi adesso, per forza, “Figures in Action” è diventato il vostro blog preferito, di quelli che quando arriva una nuova puntata – vignettona, striscia o tavola che sia – prima di leggerla ci sfrusciamo le mani con la bavetta alla bocca.

Come evitarlo, del resto? No, dico: stiamo parlando di fumetti comici con protagonisti tratti da comics, film e cartoni animati, che prendono vita grazie alle loro controparti di plastica. E’ semplicemente la migliore web-idea del secolo, dopo YouPorn e il motore di ricerca Piattola.com.

Date queste premesse, come minimo urgeva intervistare il munifico creatore: Fan Boy, cuore, mente e articolazioni snodabili. E per rivolgermi degnamente a colui che dà voce agli eroi della mia infanzia, ho chiamato a raccolta gli eroi della mia infanzia. O, per lo meno, quelli che ho recuperato dalla soffitta e dagli scatoloni sotto al letto.

E così ora abbiamo la prima (credo) intervista ad action figures della storia di Figures in Action. (Provate a scandirlo tre volte senza impappinarvi!) Inutile dire che le domande non sono manco-proprio-per-sbaglio-alla-lontana degne delle risposte, ma del resto non potevano e non volevano esserlo. Trattasi di un piccolo, claudicante ma sincero omaggio all’atmosfera fantastica che questo fenomeno è riuscito a creare. E di cui non c’è verso di stancarsi.

Pronti? Go.

Action Figures: Frollo e un ridicolo Megazord made in china

«Allora, le action figures altro non sono che i cari vecchi pupazzetti. Questo termine è stato usato per la prima volta negli anni ’60 dalla Hasbro per la serie originale dei G.I. Joe (come sanno tutti quelli che hanno cercato “action figures” su wikipedia). C’era l’esigenza di trovare un termine che suonasse più virile di bambolo

Action figures motorizzate!

«Aspetta un momento, non vorrai forse insinuare che fumetti e cartoni siano cose da bambini (o da adulti che non vogliono crescere)?!?

Il fumetto è un medium attraverso il quale è possibile raccontare una storia e di per sé non può influire sulla maturità della storia stessa. Per intenderci, Jodorowsky che scrive una sceneggiatura di un fumetto non vale meno di un Jodorowsky che scrive la sceneggiatura di un film.»

La action figure dei Master più scrausa che ci sia!

«Quel Master putrido fa parte della serie New Adventures (ovvero He-man del futuro), ma effettivamente non ne ricordo il nome (però da quell’aria intelligente e sbarazzina deduco fosse uno dei protagonisti indiscussi della serie).

Ma torniamo a noi. I miei personaggi preferiti sono Blue Beetle e Booster Gold (ma forse si era capito), due dei protagonisti della Justice League di Giffen e De Matteis. Mentre chi segue il blog sembra amare Robin, Colosso e Rorschach.

Come per il contrappasso di Dante (che è quando Dante ruba la palla agli attaccanti avversari e dalla difesa scatta verso la loro porta), i personaggi vengono interpretati per analogia o contrasto. E mi diverto tantissimo con entrambe le interpretazioni.»

Action Figures da Jurassic Park!

«Io punto al t-rex! Ma sicuramente verrò divorato da quel dinosauro piccoletto con la cresta che sputa la melma velenosa (che i problemi di tabagismo c’erano già nel giurassico).»

Action Figures ridotte malaccio!

«Dunque, per quanto riguarda il custom, secondo me non c’è niente di inviolabile (a meno che non si parli del mio retto), e tutto è migliorabile (a meno che non si parli del mio retto).

Per i crossover invece vale la vecchia regola del più siamo più ci divertiamo (come diceva Selen), e del chi più ne ha più ne metta (sempre come diceva Selen).

E’ sempre divertente mettere assieme personaggi tra loro completamente diversi in quelle situazioni esplosive tipo le serate in discoteca tu, la tua fidanzata e il suo ex.»

Miniature e grizzly

«In questi anni abbiamo visto diverse realtà del web e/o indipendenti opzionate da grandi realtà editoriali. Alcune sono state premiate dal mercato, altre meno. Questa è la riprova, se ma ce ne fosse stato bisogno, che i numeri sul web non sono affatto affidabili. Per quanto mi riguarda, le mie vignette difficilmente troveranno mai un editore (per via del complicato discorso sul copyright), quindi la faccenda mi tocca molto da lontano.»

Action figures romance: April e Hercules

«Se la casa andasse a fuoco e potessi salvare solo 3 action figures, prenderei le prime tre che mi capitano sottomano perché, va bene essere appassionato, ma preferisco salvarmi la pellaccia.

E ora parliamo di donne. Grazie a tutta l’esperienza acquisita guardando le commedie romantiche con Meg Ryan posso dirti che nel giuoco della seduzione tutte le donne (nerd o meno), sono uguali. Il mio metodo è semplice quanto efficace: bisogna farle bere.

Ovviamente più tu sei brutto e sfigato e più avrai bisogno di farle bere. Johnny Depp, ad esempio, può offrire anche solo un bicchiere d’acqua del rubinetto (del cesso), e porta il risultato a casa. A un uomo normale possono bastare un paio di bicchieri di vino. A me, invece, servono 5 cuba libre potenti (col roipnol dentro)

«Ma guarda, secondo me avere una vita sociale è uno di quegli obiettivi ampiamente sopravvalutati. Che ve ne fate di una vita sociale quando potete avere le action figures? Io a voi (resto del mondo), non vi capirò mai.

E poi ringrazio te e Gazduna. In bocca al lupo belli!

P.S. No, nessun progetto per il futuro (che il futuro è come quei fidanzati indomabili che quando scoprono che hai fatti dei progetti seri su di loro subito scappano).»