Le invenzioni che vanno di moda per colpa (o per merito) nostri


Di invenzioni geniali la storia della moda ne è piena. Ne sono pieni anche i nostri armadi e i nostri cassetti: potremmo definirle i maipiùsenza, le invenzioni che hanno cambiato definitivamente il nostro look e la nostra vita, sino a radicarsi del tutto tra gli oggetti che diamo per scontati. E invece, spesso hanno storie e origini davvero singolari.


Partiamo dall’inizio. L’uomo preistorico aveva già capito tutto, signori miei! Ebbene sì, per una volta sto dando del genio all’uomo: sesso maschile, peli sotto le ascelle, sopracciglia (quasi) mai curate. Fu proprio questa creatura primitiva, ancora oggi in circolazione peraltro, a inventare la prima borsa, per custodire i suoi attrezzi da lavoro, le sue armi ed i suoi gioielli più cari: le pietre scheggiate!

Ancora oggi la borsa è un oggetto di culto, il Sacro Graal del nonsodoveteneretuttelemiecose, il magico contenitore che vi obbliga a conservare portafoglio, sigarette e chiavi del vostro fidanzato, l’accessorio irrinunciabile per le vostre uscite.

Persino Betty, la regina, non riesce a farne a meno e utilizza la borsa durante gli eventi ufficiali. Criticata da molti, osannata dalla sottoscritta: questa donna è un genio, portando con sé la borsetta, distoglie l’attenzione dai suoi orribili completini color pastello. Brava!

E la vostra borsa com’è? Cosa contiene? Già mi immagino pochette piene come il frigorifero di Christina Aguilera! Sapete che si può rivelare la personalità di una donna dal contenuto della sua borsa? Perché non provate anche voi? Richiedeteci la vostra borsanalisi, al resto penserà la nostra bag-analista!


Ora però vorrei sapere da ognuna di voi come fate ad indossare le parigine o comunque calzette e calzettine che vi lasciano scoperta mezza coscia senza che vi venga la polmonite atipica?!

Ma ve lo ricordate il collant? Caldo, comodo, acrilico, amorevolmente contenitivo?

Il collant ci vuole bene, lui ci rispetta, sagomando perfettamente le nostre curve. Lo hanno inventato quei geniacci degli americani nel 1959, anticipando di poco – caso strano – la minigonna della Quant. Il collant ha avuto la sua esplosione di vivacità nei primi anni del 2000, ma adesso, grazie al cielo, ci siamo stancate delle righe colorate stile clown, anche se qualche strascico di pois e farfalline è rimasto nei “migliori” negozi.

Sia che lo indossiate con un body e le sneakers in stile Beyonce (perché Edie Sedgwick era una secca e non ci piace più), che lo portiate sotto i jeans per fingervi temerarie contro il freddo glaciale o che lo indossiate ricamato e seducente con il migliore degli abiti, non nascondetevi più. Donne, usciamo allo scoperto e ammettiamo il nostro amore per il collant!

Ma al giorno d’oggi, cos’è la moda senza la fotografia?

Se esci di casa con l’autostima a palla, sentendoti figo come quella tua compagna di classe che imparò la Macarena per prima e la spiegò a tutti, e poi non ti autoscatti neanche una fotografia da uploadare sui social network, per quanto ci riguarda, potresti pure essere nudo con una foglia di fico proprio lì!

Dunque onore e gloria a Steven Sasson, inventore della fotocamera digitale, poi potenziata e approdata a ogni smartphone che si rispetti. Il buon Steven registrò il brevetto nel 1975 e, senza neppure rendersene conto, si è guadagnato il posto sul più alto gradino tra le abitudini dei fashionisti (amatoriali e non) di tutto il mondo.

La sua invenzione ha reso fotografabile persino la più banale delle tute (e non mi riferisco a quelle meraviglie acetate degli anni ’90), contribuendo a far apparire sui computer del globo i nostri maglioni infeltriti, o le unghie ritoccate con il gel delle nostre orgogliosissime amiche. E’ dunque solo grazie a questo tutt’altro che fashion ingegnere che oggi siamo salvi dall’anonimato – o condannati all’esibizionismo, che dir si voglia.

Questa rassegna dal sapore genialoide termina qui.

Vi lascio con un riflessione: tanto di cappello all’inventore del dentifricio e al papà dei collant, ma il premio intelligentissimo di sempre io lo assegnerei allo scopritore dell’anticrespo!!!