Dalle matrioske ai sogni, fino all’universo conoscibile: l’infinito che ha ispirato artisti e registi

Scritto il 03-12-2012 in Why Not? da


Infinite regression

Avete presente quei bagni d’aeroporto dove ci sono due specchi, uno di fronte all’altro, che mentre vi state lavando le mani riflettono la vostra immagine infinite volte, come una pellicola cinematografica che ripete sempre la stessa figura?

 

L’effetto si chiama Infinite Regression (regressione all’infinito) e non si osserva soltanto con gli specchi. Mettiamo che stiate guardando un programma in tv dove c’è una scena in cui il protagonista sta guardando la tv, che trasmette un film che a sua volta ha una tv, che ha dentro un’altra scena in cui stanno guardando la tv… ecco, avete capito!

L’Infinite Regression ha ispirato fior fior di matematici e cervelloni, ma non solo loro. Anche artisti, musicisti e registi si sono lasciati affascinare: i Quantic, per esempio, ne hanno fatto una canzone… e Christopher Nolan un film!

 

Matrioska

I livelli infiniti non sono solamente illusioni ottiche o viaggi mentali. Sono anche un concepimento della realtà: pensiamo alle matrioske e alle scatole cinesi, dove non ci sarebbero limiti al numero di livelli intersecati, se non quelli dello spazio per contenerli. Pensate, la matrioska più grande del mondo è composta da “soli” 51 pezzi  impilati l’uno nell’altro! Siamo ben lontani dall’infinito! Ma possiamo avvicinarci. Come? Con la Scala dell’Universo di Cary Huang, ad esempio. Non c’è cosa più affascinante di andare dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo, dal Gigaparsec alla Quantum Foam, per capire che noi umani non siamo altro che uno tra gli infiniti strati del creato e dentro di noi e sotto di noi ci sono innumerevoli microelementi e sopra di noi e oltre noi esiste uno spazio di miliardi di anni luce.

 

Infinite hands Ma il percettibile si esaurisce qui? No di certo! Alcuni credono che esista una quarta dimensione che contiene tutto quello che non è mai esistito e mai esisterà, tutto quello che sarebbe possibile e che sarebbe potuto essere.

Una superficie immaginaria che ci troviamo a solcare proprio quando sogniamo, quando viaggiamo inconsciamente nell’etere alla velocità della luce, il tempo si che si dilata, lo spazio che si contorce, le situazioni che si susseguono nel lampo di un attimo…

 

Non a caso, i più grandi creativi al mondo hanno preso ispirazione dai sogni. Appena un livello sotto, c’è un mondo da immaginare.     

 

“… e in ogni mondo c’è dentro un mondo che ha dentro un mondo …”

[Lorenzo Cherubini – Safari]

 

Painting infinity

Informazioni sull'autore Simone Moriconi

Simone Moriconi non ha un nickname. Non vuole averne. Abbastanza eclettico e decisamente curioso, ha una mente contorta e una mente creativa, che però tendono a non collidere. La sua peculiarità è di non riuscire mai a ricordarsi i sogni che ha fatto. Ha imparato a leggere prima di andare all’asilo, ma dopo ventisette anni le cose gli vanno ancora ripetute un paio di volte: l’estraniazione dalla realtà (leggasi “testa fra le nuvole”) è probabile conseguenza della vanificazione onirica…Ma forse alla fine è solo un trucco: finge di non ascoltare, ma capisce tutto. Furbone! Preferisce il vino alla birra, e la vodka alla liquirizia al vino. E’ capace di stordirsi ad un set di musica house e trovarsi il giorno dopo a meditare nel sottobosco. Ha un paio di lauree, ma non sopporta l’appellativo di dottore: è una responsabilità che non vuole avere. Ha fatto del marketing la sua passione e il suo lavoro: comunicazione, branding e social media sono i terreni che batte di più. Non rinnega un passato classico-umanistico, retaggio di tempi in cui imparare era un dovere. Ora che è diventato un piacere, è perennemente alla ricerca di un concetto da approfondire, di uno spunto su cui scrivere, di un'idea da sviluppare. E' un blogger abbastanza assiduo: il suo flusso di pensieri è su Snacks of Marketing, che se non lo avevate capito, è un blog di marketing. Lo trovate su Twitter, ma solo quando ne ha voglia. [continua]

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