Il vero falso caso di “Ever dream this man” e dei sogni collettivi

Diffidate sempre da quelli che vi dicono: “Uh, sai che ti ho sognato?”. Sicuramente rientrano in una delle seguenti categorie:

a) corteggiatori che non vedono l’ora che voi ribattiate con un “Ah, e cosa facevamo?” per poi condire il racconto con irripetibili sconcerie;

b) amici/nemici che sì, vi vogliono bene, ma in fondo vi ucciderebbero perché rappresentate il loro severo super-io;

c) esseri confusi che poi sbrodolano un “Bah, sì, ma non mi ricordo niente, poi tu eri tu ma non avevi la tua faccia, cioè, eri mia nonna con il tuo nome e le gambe di zio Mimmo e…”.

Soprattutto. Diffidate di chi non sogna. Quelli sono i peggiori.

Invece fidatevi, come hanno fatto milioni di persone, di quell’uomo con le sopracciglia folte e i tratti banali che dal 2006 è apparso ricorrentemente in sogno a voi e a molti altri (se non lo avete ancora sognato, forza, datevi una mossa questa notte!).

Sì, quello dell’identikit sparso per una decina di città in tutto il mondo.

Quello che, da semplice caso clinico di uno psichiatra newyorkese, ha poi proliferato in Rete, in servizi televisivi, in articoli sui giornali e, visto che Sam Raimi (il regista di Spiderman, per capirci) ci dovrebbe girare un film, pure a Hollywood.

Quello viral-onirico diventato un caso con tanto di avvistamenti multipli, spiegazioni pseudoscientifiche, reinterpretazioni artistiche, parodie e t-shirt (gadget ormai immancabile per ogni digital legend che si rispetti).

Quello. Questo. Insomma, This man, l’invenzione dell’artgenzia Kook di Andrea Natella (gli UFO all’Aquafan di Riccione, sempre lui).

Un caso comunicativo che, nel biennio 2009/2010, ha dimostrato che una storia forte, veramente falsa o falsamente vera – come preferite -, sa generare grappoli di effetti inimmaginabili.

Chissà cosa ne direbbe Freud, se fosse su Twitter.

“Ogni notte in tutto il mondo centinaia di persone sognano questo volto. Se quest’uomo appare anche nei tuoi sogni, oppure hai informazioni che possono aiutarci a identificarlo, per favore contattaci”.

E adesso chiudete gli occhi e abbandonatevi al buio… Avete mai sognato questo colibrì?