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7 consigli per traslocare all’estero in maniera giovine
Di Pignasmile
A voi amanti delle vacanze in riva al mare, con mojito in mano e sdraio sotto il sedere, mi rivolgo. Io, che rimpiango la legione straniera e che da giovine leggevo “Ventimila leghe sotto i mari”, non disdegno certo un’abbronzatura croccante e qualche fresca bevuta alcolica a Porto Cervo, né tanto meno fiumi di Pilsner in Piazza San Venceslao, ma non sono il tipo da viaggio, souvenir e foto ricordo. Io preferisco i traslochi.
Sono – e non mi vergogno a dirlo – un traslocamatore. Sì mamma, quando mi vedevi con zaino e borsone, ebbene, mi traslocavo!
Da buon traslocamatore, mi piace permeare nelle culture in cui trasloco, amo vivere le piccole situazioni quotidiane, imparare il nome delle nuove vie, invitare sconosciuti a pranzo e andare al mercato a contrattare i prezzi. Dunque, per tutti i viaggiatori che abbiano voglia di redimersi dalla loro vergognosa, oscena ed ignobile attitudine – zozzoni! – qui presento il Manuale del giovine Traslocamatore (scritto con coscienza dopo 4-traslochi-in-4-anni).
Chiariamo, ci sono due approcci base al traslocamento: quello “Mi preparo tutto da casa e quando arrivo mi restano solo da stendere le lenzuola inamidate di mamma” e quello “A me quello de Into The Wild me fa ‘n baffo, io l’alce me la sarei mangiata viva”. Io cercherò di mostrarvi una bilanciata alternativa.
1 – Scegliere il dove e il come
La meta perfetta non esiste. Lasciatevi guidare dall’istinto e da qualche desiderio recondito. Valutate il clima e guardate tante fotografie e mappe. Fatto ciò, ingegnatevi sul come. Se volete prendere un aereo il mio consiglio è di utilizzare Skyscanner. Se, invece, come meta avete scelto l’Australia e avete paura di volare potete sempre arrivarci via terra in appena tre mesi come propone la OZ-BUS (anche se credo che di recente sia fallita).
2 – Fate un KaioKen in stile Goku e raccogliete le vostre forze
Chiudete gli occhi, respirate col ventre, cercate la vostra centratura e ripetetevi: “Io può! Goddammit, io può!!!”. Raccogliere le proprie energie è fondamentale prima di affrontare un trasloco. Specie i primi giorni è bene che vi cospargiate di deodorante anche dietro le orecchie.
3 – Viaggiate leggeri e siate travel-compatibili
Ricordate che ogni chilo in più significa spesa e fatica maggiore. Io sono dell’idea che uno zaino capiente e un trolley siano sufficienti per traslocare quasi ovunque. E poi in questa maniera vi godete anche lo shopping post-trasloco. LESS IS MORE. Nel caso non vi fidiate del vostro giovine traslocamatore preferito, fidatevi almeno di FrannyEdel e delle app per comporre il vostro bagaglio.
4 – Il primo letto non si scorda mai
Prenotare una sistemazione per le prime notti conviene, ma non è obbligatorio. Anzi, può rivelarsi un’esperienza molto più appagante scendere dal bus e trovarsi in un posto sconosciuto, con l’unica intenzione di trovare un letto per la notte. I siti migliori in assoluto, specie per situazioni abbastanza cheap, sono Air B&B e Hostel World. Fidatevi di zio pignasmile.
5 – Cercate un tetto e magari anche una doccia
Siete, dunque, arrivati. Esausti, disorientati e alle prese – probabilmente – con una nuova lingua. Niente panico. Una delle prime mosse da fare è procurarsi una sim del paese che vi ospiterà. Questo vi permetterà di iniziare la vostra attività da provetto operatore di call center alla ricerca di un tetto. Il miglior metodo per trovare casa è passare intere giornate muniti di carta, penna, mappa e cellulare su i vari siti che offrono case e camere. Ne esistono a pacchi, ma io consiglio Gumtree per il Regno Unito, Idealista e Loquo per la stra-bella Spagna. Mi raccomando di fare attenzione alle truffe e di non pagare mai nessuno per vedere un appartamento.
6 – Impadronitevi della vostra nuova dimora
Trovato il tetto più accogliente (di solito servono al massimo tre giorni) è cosa buona e giusta customizzarlo a proprio piacere e desiderio. Comprate dei poster, appiccicate le vostre foto oppure lo scalpo del vostro ex. Io ad esempio appendo subito le mappe dei posti che ho visitato, le sciarpe del Bari e la maglietta di Cassano (ma che squallore, pignasmile?!) e questo piccolo rito mi fa sentire ogni volta a casa.
7 – Be social e non solo online
Il miglior trucco per ambientarsi in una nuova città è ovviamente socializzare il più possibile e voi che di social ve ne intendete non dovreste avere problemi. Un buon nucleo di partenza sono i coinquilini. Potreste mostrare loro quanto siete bravi in cucina, o deliziarli con la musica giusta, oppure esibirvi come contorsionisti e mangiatori di fuoco. Fate gran passeggiate e non temete di uscire da soli per una birra – che non diventi un’abitudine però. Nel caso toppaste offline, ci sono centimigliaia di gruppi Facebook a cui fare riferimento. Io ad esempio ero iscritto a “Pugliesi a Londra” e vi lascio immaginare!
E per trovare gente giovine come voi, che con voi condivide mete e passioni (dalla pizza al calcetto, dai riti satanici alle gang bang), c’è l’ottimo Travellution. Ma tanto, lo sapevate già.
Questi, dunque, i 7 punti fondamentali per diventare dei giovini traslocamatori provetti (con tanto di bacheca “Places where I moved to” su Pinterest) al punto tale da potervi vantare di aver utilizzato On the Road di Kerouac come piede del letto a Santiago del Cile, oppure di aver partecipato ad almeno una cena con partner da ognuno dei cinque continenti.
Credete che 7 punti non bastino? Avete qualche consiglio da dare a futuri giovini traslocamatori? Volete contraddirmi? Volete, forse, litigare? C’è spazio sufficiente giù tra i commenti!
Saluti ben impacchettati nella valigia di cartone,
Il vostro pignasmile, traslocamatore per diletto che già progetta il prossimo spostamento.
Informazioni sull'autore Pignasmile
Pignasmile si chiama così perché è cosa buona e giusta ricordarsi che sorridere è importante. Non ama gli horror e beve birra a fiumi da quando ha scoperto il formato pinta. Vive quaellà. Spesso e volentieri là. Non ama i punti e virgola e tantomeno i due punti. Fa il cuoco, il barista, l’allenatore di squadre virtuali al computer e di tanto in tanto il “blogger a domicilio”, sempre e comunque con scarsi risultati. Ha imparato a convivere con la sfortuna e con le cacche dei cani sui marciapiede. Da piccolo sognava di guidare il camion della mondezza. Ora fuma tabacco trinciato ed è un social media lover (expert suonerebbe presuntuoso e lui già lo è abbastanza). Ha radici sparse qua e là. Sembra sia barese, ma alle volte vomita in romanesco e bestemmia in anconetano. Ha sogni nell’armadio, un cassetto non basterebbe a contenerli. Ama il blu elettrico e aveva una Bianchi di quel colore. E’ stato un writer, un chitarrista, un giocatore di basket ed un latinlover mai sbocciato. Ha una laurea in comunicazione e pubblicità e una gran voglia di tatuarsi tutta la schiena con draghi e fiamme. Testardo in quanto ariete e maniaco del disordine, vive con la certezza che la cultura è l’unica cosa che non potranno mai rubargli. E comunque sarebbe solo un magro bottino. Scrivendo per Gazduna prova a diventare una persona per bene! [continua]
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