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Ritmi, performance e coreografie da flashmob per viaggiare oltre la quotidianità
Di Claude Holz
Seattle, Detroit, Frankfurt, London, Reykjavik, London, Seattle. No, non si tratta dell’agenda di un businessmen, ma dell’itinerario di una coreografia concepita per essere presentata nelle lobby di questi aeroporti.
Ideata da Alice Gosti, una ballerina italo-americana, la performance rappresenta una sfida all’estraneità che da sempre contraddistingue i grandi (non)luoghi di passaggio. Quelli in cui vai solo per passarci attraverso, fermandoti senza soffermarti,
transitando senza esserci davvero. In pochi minuti, la performance invita i viaggiatori a riappropriarsi del tempo presente, anche se trascorso in attesa, e lasciarsi trasportare dal movimento altrui. Così un tempo vuoto si arricchisce di qualcosa di inatteso e, come direbbero gli etnografi, il familiare diventa estraneo.
Questa stessa volontà si trova anche alla base di altre performance, come flash mob e smart mob in aeroporti e stazioni.
Alcune rendono il momento dell’arrivo una esperienza di ritrovo comune:
Altre donano una colonna sonora all’intero treno:
Altre, ancora, trasportano i pendolari sin dentro un musical:
Infine, alcune si spingono a giocare con i divieti, come quello per antonomasia di oltrepassare la “linea gialla”:
Sia che stiate partendo, sia che stiate arrivando, chissà che non vi capiti di finire dentro una di queste performance. Siamo certo che l’esperienza darebbe già un ottimo contributo per assaporare un po’ di quello spaesamento caratteristico dei viaggi.
Yes-Places: rhythms and steps to travel beyond the everyday
Seattle, Detroit, Frankfurt, London, Reykjavik, London, Seattle. No, we are not talking about the agenda of a businessman, but of a travelling choreography designed to be presented in the lobby of these airports. Created by Alice Gosti, an Italian American dancer, the performance challenges the feeling of transience that characterizes these (non)places of passage.
Those where we only go in order to get somewhere else, that we only pass through without really feeling to be there. In a few minutes the performance invites the passengers to dwell in the present time, even when lived on a waiting mode, and to travel with the movements of Alice. This way, the suspended time acquires a new rhythm and, as ethnographers would say, the familiar becomes strange.
We can also find a similar process in other increasingly popular performances like flashmobs and smartmobs in airports and stations. Some of these aim to transform the arrival moment in a common meeting experience, others provide a live soundtrack to the daily train journey, throw the passengers into a musical or simply play with the prohibition from crossing the yellow line. In brief, all great departing points towards the bewilderment that is typical of any voyage.
Informazioni sull'autore Claude Holz
Claude è nato sulla costa del Brasile, per questo viene e va per il mondo come la marea. Etnografo per passione, ama osservare det/tagli della realtà. Tra le sue navigazioni troviamo esplorazioni musicali, gastronomiche, psico-analitiche ed altre ancora da scoprire. Da un po’ ha trovato il suo porto nelle scienze sociali ma va sempre da diverse parti a trovare nuove spezie. In questi viaggi porta con sè qualche racconto di Lispector come bussola e film con personaggi densi abbastanza per non dissolversi nell’acqua. [continua]
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