Ville sugli alberi e capanne chic per viaggi in bilico tra lusso e natura selvaggia

Scritto il 25-06-2012 in Why Not? da


into the wild or into the luxury?

Chi ha visto il mitico film Into the Wild sicuramente sarà rimasto (come me) profondamente colpito dalla storia di Alexander Supertramp, un ragazzo fuggito dal suo mondo fatto di conformismi, di schemi e di certezze. Alex è un avventuriero che raggiunge alexander supertramp la sua libertà negli spazi interminabili dell’Alaska, nella natura selvaggia e ostile, nell’isolamento dalla società e dalle futili cose materiali.
Uomo e natura. Avventura. E’ l’unico modo per giungere all’essenza delle cose. E se alla fine Alexander comprende che la felicità è tale solo quando è condivisa, non si pente del percorso che lo ha portato ad essere elemento tra gli elementi. Allontanarsi da tutto per avvicinarsi a se stesso.
casolari sperduti ma ricchi di comfort Ora, lo spirito di questa meravigliosa pellicola si scioglie come burro in padella grazie a una nuova forma di turismo: il luxury camping, un “into the wild” di lusso!
Canopy & Stars è un tour operator che offre pacchetti viaggio in lussuose abitazioni immerse nel verde, che all’esterno sembrano povere ma in realtà  sono dotate di dettagli di alta classe.
Pomposi bungalow in radica e palafitte eco-chic immerse tra gli alberi. Per turisti che sono selvaggi fuori, ma vogliono stare comodi dentro!
Qualche esempio? Ecco la Harptree Court, una struttura in legno edificata tra una serie di alberi, con tanto di promenade, veranda e divani in pelle. Oppure la Roundhouse, sciccosissima capanna Hobbit-style, con lenzuola di cotone egiziano e focolare d’altri tempi. O le Grand Abri, fastoso tendone da circo per due persone, immerso nella campagna francese tra vini bordeaux e greggi di pecore.
Non manca infine il bungalow deluxe Rosa Bella, che da fuori ricorda proprio il Magic Bus di Into the Wild, ma dentro ha le pareti tappezzate come un palazzo indiano!
Dopo le tende stilose il limited edition, va in scena il lusso selvaggio, con buona pace del povero Alex. Lui credeva che solo nella natura profonda e solitaria, con un fucile per procurarsi il cibo e qualche libro per la mente, si può trovare il senso della vita.
Da oggi, forse, nemmeno lì.

Into the wild... è ancora possibile?

Wind in my hair, I feel part of everywhere
underneath my being is a road that disappeared
late at night I hear the trees
they’re singing with the dead
overhead...

[Eddie Vedder - Guaranteed]

Informazioni sull'autore Simone Moriconi

Simone Moriconi non ha un nickname. Non vuole averne. Abbastanza eclettico e decisamente curioso, ha una mente contorta e una mente creativa, che però tendono a non collidere. La sua peculiarità è di non riuscire mai a ricordarsi i sogni che ha fatto. Ha imparato a leggere prima di andare all’asilo, ma dopo ventisette anni le cose gli vanno ancora ripetute un paio di volte: l’estraniazione dalla realtà (leggasi “testa fra le nuvole”) è probabile conseguenza della vanificazione onirica…Ma forse alla fine è solo un trucco: finge di non ascoltare, ma capisce tutto. Furbone! Preferisce il vino alla birra, e la vodka alla liquirizia al vino. E’ capace di stordirsi ad un set di musica house e trovarsi il giorno dopo a meditare nel sottobosco. Ha un paio di lauree, ma non sopporta l’appellativo di dottore: è una responsabilità che non vuole avere. Ha fatto del marketing la sua passione e il suo lavoro: comunicazione, branding e social media sono i terreni che batte di più. Non rinnega un passato classico-umanistico, retaggio di tempi in cui imparare era un dovere. Ora che è diventato un piacere, è perennemente alla ricerca di un concetto da approfondire, di uno spunto su cui scrivere, di un'idea da sviluppare. E' un blogger abbastanza assiduo: il suo flusso di pensieri è su Snacks of Marketing, che se non lo avevate capito, è un blog di marketing. Lo trovate su Twitter, ma solo quando ne ha voglia. [continua]

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