Quando “Hai una cartina?” diventa una frase d’amore

Scritto il 20-06-2012 in Arts & Design da


mappe per perdersi

Arriva sempre un giorno nella vita in cui ti chiedi “Cosa avrei fatto se non avessi fatto quello che ho fatto?”. Il giorno del giudizio, quello in cui ripensi i bivi della tua esistenza e ti accorgi che (se hai sfiga) ti stai annoiando e (se hai fortuna) hai ancora più strade aperte di un ipertesto.
Da ingorda/curiosa/inquieta io la domanda me la sono posta già un po’ di volte e ho risposto, in ordine cronologico: la missionaria (no malizia, please! Volevo andare a vivere  Il mondo nel bagno in Mozambico), la curatrice di mostre d’arte, la ballerina da viaggio (thanks MarKeno), l’etnografa musicale, la perdigiorno e la geografa.
Dott.ssa Scarlat, geografa. Suona bene.
Atlanti, mappamondi, cartine. La nuova Tina-obsession. Non avete mai notato i confini folli di molti paesi africani? Le frontiere disegnate ad angolo retto in mezzo al deserto? Non vi siete mai persi tra meridiani e paralleli? Male! Malissimo!

Per recuperare in fretta dovete “atlantizzarvi” seguendo qualche rapido consiglio.
Prima recatevi su Google Earth, divinità sovrana e panoramica. Poi rimiratevi le rughe in un bagno degno dei più grandi esploratori del XIX secolo. Con quelle rughe sicuramente sarete single, quindi:

a) frequentate feste anni ’50 in cui sfoggerete rigorosamente abitini vintage-map,
b) andate ai concerti e aspettate languidi che vi chiedano… “Scusa, hai una cartina?”.

Due poster Unusual atlas di Fernando Vicente e un abitino Travel wardrobe

Al primo compleanno del vostro nuovo partner (nessuno può resistervi in versione geo-addicted), sbilanciategli un “Sei tutto il mio mondo”, corredato di un poster della serie Unusual atlas di Fernando Vicente.
Per concludere, dormite e fate l’amore solo su materassi-mappa, simili a quelli, poetici fino al sonno, di Guillermo Kuitca in cui segnare/sognare le prossime tappe del vostro love-tour.

i materassi mappa di guillermo kuitca

Ognuno ha una sua geografia personale, fatta di Golfi nell’armadio, abissi inconsci e deserti emotivi. Ma solo mappando il desiderio fino all’ossessione si può vivere felici e continenti. Parola di carTina.

Informazioni sull'autore Tina Scarlat

Tina Scarlat è intenditrice non autorizzata di spettinature e viaggi: (ac)campata in aria ma con piante dei piedi ben annaffiate. Dopo aver creduto di aver perso il suo karma scintillante lo ha sostituito con magnifici orecchini fulani. Squisita. [continua]

Lascia un Commento

Il divorzio dell'anno

La storia d’amore tra Moda e Musica entra in crisi: sopravviverà a Seapunk, Harlem Shake e Lady Gaga?

Erano gli anni '20 quando Moda, timida fanciulla dai grandi occhi curiosi, si innamorò di Musica, bello e ...

Yolanda Domìnguez e i suoi "living"

Intervista a Yolanda Domínguez, inventrice dei “living”: nuova forma d’arte in bilico tra performance e critica sociale

English version   Esperimenti artistici di rottura. Questa sembra essere la specialità di Yolanda Domínguez, artista spagnola specializzata nella creazione ...

Urban Jungle: la web serie firmata Hermes Mangialardo

Urban Jungle: la web serie di Hermes Mangialardo che parla (male) di tutti! Anche di te!

Ciao, sono Amarcord Barcellona e sono dipendente da serie TV (non solo TV, a dire il vero). Le narrazioni ...

cover mangiadischi little

Un’infiltrata nella cucina de Il Mangiadischi: quando la passione per il cibo incontra l’arte e la musica

Avete presente le groupie, quelle che stanno lì sotto il palco dei concerti rock con gli occhi sbrilluccicosi ...

Gabriel Morais // The colorful shit project // Corn

The colorful shit: opere d’arte moderna dal sapore (e odore) decisamente equivoco

Visitare un museo o una mostra d’arte è quel genere di attività che distende l’anima e arricchisce il ...