Makoto Tojiki e le riflessioni artistiche sulla materialità della luce

Scritto il 11-05-2012 in Arts & Design da


Le opere luminose di Makoto Tojiki

English version

 

Alcuni artisti impiegano tutta una vita chiedendosi come usare luce e ombra nelle loro composizioni. Makoto Tojiki, in un certo senso, ha deciso di circoscrivere la suaarte intorno a questa domanda. Ex-designer industriale con una laurea in ingegneria, da otto anni Makoto si dedica a costruire opere fatte di luci.
In un incontro di cinema, fantascienza e scultura, le sue creazioni sembrano dire What You See Is What You Get.
Come un Andy Warhol dell’est, questo artista giapponese prende i led delle grandi città o i laser del mondo elettronico e li riveste di un carattere onirico.
Il risultato? Immagini che emergono dal buio e ci fanno pensare quanto “olografico” sia il nostro quotidiano. Alla fine, cosa sono gli schermi che ci circondano e con cui vediamo la realtà se non la risultante di tanti pixel? Come prima gli indigeni con le loro pitture corporee tribali, così oggi noi ci illuminiamo di neon.

Italian version

 

Makoto Tojiki and his reflections on the materiality of light

Some artists spend all their life pondering how to incorporate light and shadow in their compositions. Makoto Tojiki, in certain way, decided to base his art around this question. Ex-industrial designer with an engineering degree, he started in 2003 to use light as a primary medium of expression.
In a mixture of cinema, science fiction and sculpture, his work seems to tell us ‘What You See Is What You Get’. Like an Andy Warhol from the East, this Japanese takes the metropolitan led lights or the lasers of the electronic world and re-propose them with a dreamy character.
The result? Images that emerge from the dark and make us wonder about the holographic dimension of our everyday life. If it is true that the screens that surround us and through which we see the reality are nothing but an infinite number of pixels, we are left with a question: how much our world is made up of light?
Like the indian tribes with coats made of the flesh of their symbolic animal, today our totems are made of neon.

Informazioni sull'autore Claude Holz

Claude è nato sulla costa del Brasile, per questo viene e va per il mondo come la marea. Etnografo per passione, ama osservare det/tagli della realtà. Tra le sue navigazioni troviamo esplorazioni musicali, gastronomiche, psico-analitiche ed altre ancora da scoprire. Da un po’ ha trovato il suo porto nelle scienze sociali ma va sempre da diverse parti a trovare nuove spezie. In questi viaggi porta con sè qualche racconto di Lispector come bussola e film con personaggi densi abbastanza per non dissolversi nell’acqua. [continua]

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