Borse o strumenti musicali? La moda a fiato, corde e percussioni di Eva Aremar

Scritto il 12-04-2012 in Stile da



Quando Gaz ha rivelato: “Guys, per il prossimo Blitz ci occupiamo di musica”, io sono andata nel panico. Cioè, io di musica non ci capisco niente! Ma proprio niente-niente! Volete una prova? Basta guardare le mie playlist, che includono jingle commerciali, le canzoni di Glee, rock giapponese e la colonna sonora di qualche musical, senza tralasciare mostri sacri quali i Queen o i Metallica. Un bel guazzabuglio, eh?
Però, mentre passeggiavo per lo Studio 40 durante l’evento “Alla ricerca del talento nascosto”, mi sono imbattuta nelle armoniose creazioni di Eva Aremar, una disegnatrice di moda spagnola trapiantata in Italia. Da lì ho capito che potevo far felice Gaz, anche non capendo niente di musica.
Perché, vedete, le creazioni di Eva si indossano… e si “suonano” allo stesso tempo! Infatti da principio mi sono chiesta: “Ma cosa ci fanno degli strumenti musicali a una sfilata di moda?”, per poi scoprire, finalmente, che si trattava di affascinanti borse fatte a mano.
Eva mi ha raccontato che la sua collezione, chiamata “Fiato, corde e percussioni”, è stata realizzata attraverso il riutilizzo di materiali: una gonna comperata al mercato di Madrid è diventata la pelle per la borsa Tromba; la bacchetta di un batterista si è reinventata accessorio per la borsa tamburo. E così via.
Per non parlare della pochette che assomiglia ad una fisarmonica… bellissima!
Gaz, sono innamorata. Me le compri? Come no? Ma uffa!

PS: Eva Aremar avrà presto un sito, per adesso potete contattarla all’indirizzo mail eva.aremar@gmail.com

Informazioni sull'autore Mykoize

Mykoize vive perennemente senza tempo, tanto da aver passato la soglia del quarto di secolo pensando di avere ancora vent’anni. Ha il vizio di collezionare città, famiglie e lavori e di rubarne il meglio senza destare alcun sospetto. Salta per la maggior parte del tempo da un treno all’altro e, nel mentre, scrive. Non può farne a meno. Una mattina si è scoperta Social Media Strategist, ma giura che non è colpa sua. Pensa di essere e-qualcosa, ma non ha ancora capito cosa. Anima persa, si diletta come sibilla in erba. Chiamare ore pasti, astenersi persone serene e sollevate. Guarda alla sua vita e al suo futuro come alla sua cucina: cose buone e colorate, che facciano venire curiosità. Per il principio del nomen omen, pare che imbastisca rivoluzioni e che si immerga in profondità inaudite. Dicono anche che i libri non li legga, ma li divori come snack tra un pasto e l’altro, ma sono solo leggende metropolitane. Forse. [continua]

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