Il sound dell’inchiostro, il colore della musica: ascoltare con gli occhi

Scritto il 15-03-2012 in Arts & Design da



Oggi vi propongo un viaggio nel mezzo di tutto ciò che di bello c’è da vedere nella musica. Avete capito bene: vedere. Perché quando si parla di musica, anche l’occhio vuole la  sua parte. Volete forse farmi credere che non avete mai scelto un cd solo guardando la cover? Sfido chiunque a non sentire l’impulso irrefrenabile di spaccare qualcosa solo guardando la copertina di London Calling by The Clash.
Ma c’è molto altro. Le cuffie per esempio. Alcune sono talmente belle che le indosserei anche se non funzionassero! PerchĂ©, voi no? Sarebbero un accessorio per esaltare il vostro look, piĂą che uno strumento per canticchiare sulle note della vostra canzone preferita. Quelle contenute nello Street Kit di Gazduna, destinate a chi vince “I shot the style @social”, invece, funzionano divinamente! Giurin giurello!
A onor del vero, va detto che ci sono anche anche modelli di cuffie davvero improponibili: guardate qua e capirete cosa intendo!
Usciamo dalla parentesi dei gadget e apriamo quella delle vibrazioni sonore: vedremo che c’è tutto un mondo da scoprire. Il progetto sviluppato dallo studio Dentsu London per Canon, ad esempio, ci regala delle splendide immagini di colori danzanti, immortalando i guizzi di inchiostro che vengono prodotti dalle onde generate dalle note musicali.

Gary James Joynes: sound design L’artista Gary James Joynes invece scolpisce le frequenze di risonanza, mostrandoci la bellezza e l’armonia del suono.
Tornando a qualcosa di decisamente piĂą terreno, mi chiedo se anche a voi capita di guardare video musicali senza neanche far caso alla canzone. Beh, a me succede ogni volta che mi imbatto in uno dei mitici video degli ancor piĂą mitici OK Go. Ma voi Gazdureaders dovreste giĂ  saperne qualcosa, no?
E questo è tutto? No di certo. Ma è abbastanza per dirvi che io la musica la ascolto con gli occhi!

Informazioni sull'autore Tony Riga

Di me posso dirvi: amo i fogli bianchi ma ho paura di sporcarli, mi organizzo per tempo nel fare le cose all’ultimo momento, mi sfugge la differenza tra aspettare e non fare niente, vesto a quadri in un mondo a righe. Segni particolari disordinato: non ho mai riposto un sogno in un cassetto. Nella ferma convinzione che pensare confonde le idee, ho fatto della comunicazione, oltre che una passione, un mestiere. // Twitter: @simoneabbatini [continua]

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