Every day voodoo!

Scritto il 09-01-2012 in Why Not? da



Sono appena trascorse le feste natalizie e a tutti sarà venuta voglia di rivalsa contro l’odiato parente. Sì, proprio lui, quello fastidioso che tutti abbiamo e che ti ha regalato come minimo un gilet in pile, con decorazioni orripilanti. Un buono spunto di vendetta? Una bella bambola voodoo! Se prende piede, potrebbe diventare un’ottima tradizione!
Ma prima di arrivare a questi scopi personali (che ritengo comunque nobili) il voodoo era una cosa seria: una delle religioni più antiche del mondo, nata in Africa ai primordi della civiltà umana e poi diffusa nelle Americhe con la deportazione degli schiavi. Ancora oggi, in questi luoghi, è praticata da una vasta comunità di fedeli. Nel tempo, però, l’originale concezione di Dio come ente inarrivabile e inconoscibile è stata alterata, rimescolata con la società occidentale, sino a piegarsi a scopi decisamente più terreni (vedi vendetta su parente indesiderato!). Anche questo, oggi, è il voodoo.
Curiosando in giro per il web, scopriamo che il voodoo si amalgama alle pratiche più assurde, sino ad essere mercificato coi prodotti più curiosi. Da Roslyn Holloway, folle insegnante di Birmingham, arrestata quest’anno perché terrorizzava i suoi studenti minacciandoli con una bambola voodoo, all’idea brasiliana di sostenere la propria nazionale ai mondiali “indebolendo” la squadra avversaria, rappresentata in una formazione di bamboline di pezza.
Insomma, questa antica pratica esoterica oggi diventa fonte di ispirazione e oggetto delle  manipolazioni più azzardate, riuscendo però a mantenere quel suo alone di mistero, che spesso si traduce anche nella ricerca della soluzione più comoda ai nostri problemi. Una tentazione molto, molto umana!
Concludo consigliando il regalo perfetto (altro che gilet!) per l’amico/a che è stato/a appena mollato/a: la bambolina voodoo dell’ex, per procurare le più atroci sofferenze a chi ha osato spezzargli/le il cuore.
Chissà… magari funziona!

Informazioni sull'autore Tony Riga

Di me posso dirvi: amo i fogli bianchi ma ho paura di sporcarli, mi organizzo per tempo nel fare le cose all’ultimo momento, mi sfugge la differenza tra aspettare e non fare niente, vesto a quadri in un mondo a righe. Segni particolari disordinato: non ho mai riposto un sogno in un cassetto. Nella ferma convinzione che pensare confonde le idee, ho fatto della comunicazione, oltre che una passione, un mestiere. // Twitter: @simoneabbatini [continua]

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