Le 10 canzoni che Babbo Natale non canterebbe mai

Scritto il 21-12-2011 in Why Not? da



L’anno scorso una classifica inglese ci svelava le 10 canzoni di Natale più suonate del decennio. Udite udite: “All I want for Christmas” di Mariah ha superato “Last Christmas” degli Wham! Nooooo! Davvero? Ebbene sì. Brividi. Emozione. Pelle d’oca.
Ok, era sarcasmo. La verità è che le canzoni di Natale hanno rotto più palle degli zii sbadati Xmas compilation?! che ogni anno urtano l’albero. Per questo, Gazduna si traveste da Grinch e vi fornisce alcuni consigli per difendervi dalle terrificanti note dicembrine.
Come prima cosa, imballate cori antoniani e voci angeliche in un pacco sigillato e speditelo al Polo Nord, assieme alla letterina per quel tizio grasso che deve avere livelli di glicemia assurdi con tutta la cocacola che beve. Quindi, toglietevi uvetta e canditi dalle orecchie e scorrete la nostra Top 10, per la (rigorosamente unofficial!) colonna sonora di un Natale dall’anima rock, punk, trash, o #qualsiasicosachenonsianolecampane.
Ecco a voi… La Gaz Top X-M.A.S.*!

*Dove: Top X = Top 10 in numeri romani, e M.A.S. = Merry Alternative Songs: è o non è una finezza?! ;)

10. Bart SimpsonJingle Bells, Batman Gay. Direttamente dal casinò-rifugio sull’albero del monello di Springfield, un pezzo di nove secondi che è ormai storia della televisione.

9. Lady Gaga – Christmas Tree. Risale al 2008, ma la suggestiva immagine che ci regala la Signorina Germanotta, riguardo all’uso che vorrebbe fare del proverbiale abete, vale da sola il posto in classifica: “Light me up, put me on top: let’s fa-lalalalalalalala”.

8. Fabrizio De AndrèLeggenda di Natale. Una lenta ballata decadente, “la storia di un fiore appassito a Natale”. La neve e il freddo non intaccano, anzi, fomentano la vena languida e feroce del cantautore.

7. Bob Marley and the WailersWhite Christmas. Un classico, è vero. Ma le sonorità del reggae riescono nel miracolo di farci visualizzare un Santa Claus coi rasta alla barba, che non affonda con gli stivali nella neve, ma zompa in infradito sulla sabbia. E chissà che bei regali nel suo sacco!

6. Zen Circus – Canzone di Natale. Graffiante e impietosa dentro, ma edulcorata in superfice da una cortina di bulimica dolcezza. Come tante, tante vigilie coi parenti. Da ascoltare almeno fino al dialogo telefonico sui maledetti guanti della nonna.

5. The Killers – Don’t shoot me Santa. Canzone-supplica a un Babbo Natale dal grilletto facile, venuto con le renne per far danni. Gruppo affermato, video grottesco e ritornello martellante: menzione più che meritata.

4. Blink 182 – I won’t be home for Christmas. Oh no, è Natale. Di nuovo! Questo significa essere carini con le persone che non sopporti per tutto l’anno. Almeno secondo i Blink. E forse forse, anche secondo quella “Mtv generation” di cui il gruppo era una sorta di emblema.

3. Barney StinsonXmas Personal Medley. Se siete fan della sit-com “How I met Barney Stinson is awesome even for Xmas! your mother”, lustratevi gli occhi con questo trittico di carols rielaborati dal mitico Barney sul tema: “I’ll bang your sister”. Se non lo siete… ricevete il vostro carbone punitivo e diventatelo!

2. Musashi - Musashi’s Xmas song. I giapponesi, la Befana li abbia in gloria, hanno formato una band di cinque gatti e hanno campionato digitalmente il loro primo singolo natalizio. Il contratto discografico prevede un compenso di 50 euro di tonno. True Story.
Trash allo stato puro. Che sotto l’albero è una vera benedizione!

1. Elio e le Storie TeseChristmas with the yours (Easter what you want). Un capolavoro di equilibrio precario tra tradizione e follia. Se “Born to Be Abramo” riusciva ad essere sia blasfema che glorifica, questo pezzo sembra sì invitare a fare il presepe, ma con le Tartarughe Ninja. Comecome? L’hanno fatto con Lego Star Wars? Oh, tanta stima lo stesso.

Informazioni sull'autore MarKeno

Raffinato conoscitore del futile nonché ispirato esperto di spunti, MarKeno è solito sfruttare il suo tempo perdendolo con stile. Cordialmente perseguitato da fantasie e parole, da sempre ripugna gli ormeggi e propugna miraggi. Rifugge in genere le cifre, ma eccone alcune che lo riguardano: un paio di lauree, cinque statuette di cinque amici, un computer pieno di scritti, una cineteca un po’ retro e un po’ cartoon, una libreria che vomita tonnellate di fumetti e quintali di libri. Pragmatismo e Concretezza lo evitano con sdegno, ubriacandolo di dribbling sin dalla più tenera infanzia. E, del resto, quell’età non lo ha mai del tutto abbandonato, aggrappatasi caparbia a un provvidenziale ciuffo di nostalgia, nella notte del suo diciottesimo compleanno. Da allora, ma anche prima, e presumibilmente poi, MarKeno è così: anima nerd, immaginario incandescente, citazionismo inarrestabile, emotività debordante e aracnofobia cronica. Ma anche: nevrosi, monomanie, sbalzi umorali, loquacità tendente a logorrea e spiccata propensione a voli pindarici, infantilismi oltre che a molestare/stimolare le persone fino allo stremo. Vi sta già simpatico, scommetto. No? Ecco, lo sapevo che non dovevo dirvi che ha paura dei ragni. [continua]

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