Tea revolution: mi rivolgo proprio a tè!



In questo post mi rivolgo a tutti quelli che, quando Fabio Caressa alla fine del primo tempo di una partita di calcio dice: “E l’arbitro manda tutti a prendere un tè caldo”, si alzano dalla poltrona e corrono a prepararselo.
Mi rivolgo ai conservatori americani (vi ricordate l’indomita Sarah Palin?), da alcuni anni riuniti simbolicamente attorno al movimento dei Tea Party.
A Tina Scarlat, Cloris Formica e Tony Riga, che durante il nostro viaggio a Londra mi han portata da Fortnum & Mason, una lussuosissima caffetteria dove una tazza di tè dalla miscela ricercata costa la bellezza di 12 sterline.
A tutti quelli che a metà pomeriggio fanno una pausa e si pongono costantemente la domanda: tè o caffè?
A tutti quelli che ogni volta che devono scrivere la parola tè non sanno se metterci l’acca o meno (ho controllato, si scrive anche senza!).
Al Cappellaio Matto (non quello originale della favola: scusate ma preferisco Jhonny Deep!).
Alla regina Elisabetta (ma secondo voi tutti i giorni alle 17 esegue il rituale de tè?) e alla mia Tweetfriend @maghetta che cucina sempre fantastici/mostruosi biscotti da inzuppare in una bella tazza fumante.

A tutti voi mi rivolgo urlando, con tono indignato: ci hanno rivoluzionato la storica miscela del tèèè!

Rabbrividiamo…

Eggià… dopo 180 anni lo storico brand inglese Twinings, ha deciso di rivedere la miscela del suo prodotto di punta, l’Earl Grey, aumentando di parecchio, secondo tanti, le note di agrumi e bergamotto. La nuova versione non è stata per nulla gradita dai fedelissimi consumatori che hanno definito il nuovo sapore come “un prodotto per pulizie al limone” servito in tazza. In Inghilterra, la storica patria del tè, i consumatori arrabbiati hanno dato vita anche a un gruppo di protesta su Facebook.
Dopo centinaia di articoli comparsi su blog, riviste e quotidiani, la Twinings, per rimediare a questa scelta infelice, ha deciso di proporre ai consumatori inglesi una speciale formula soddisfatti o rimborsati. Chi prova il nuovo Earl Grey e non è contento può scegliere tra il rimborso o la fornitura per un anno della vecchia miscela. In Italia, hanno semplicemente deciso di mantenere la vecchia ricetta. Come dar loro torto? Conoscendo i consumatori italiani, di sicuro l’azienda avrebbe rischiato il fallimento per le troppe richieste, anche di gente che il tè non l’ha mai bevuto!

Quello che mi chiedo io, mio caro Gaz è: perché questo clamoroso autogoal?!?
Chissà come ci sarà rimasta male Mrs Elisabeth…