A Morir. Ovvero, riflessioni dalla #MFW

Scritto il 12-10-2011 in Stile da


Cominciamo col primo termine. Cos’è A Morir? A Morir è un brand. Per chi non lo conoscesse, consiglierei di digitare il suo nome su Google Immagini. Vi appaiono decine di foto di Lady Gaga con indosso un paio di occhiali bizzarri? Beh, quelli sono proprio di Kerin Rose, la creatrice del marchio. Un marchio dal nome ambiguo: sembrerebbe un invito all’azione (ma speriamo di no!). Fatto sta che Kerin, al contrario del nome scelto per il suo marchio, è chiarissima: salta subito all’occhio perché vivissima, intensa e colorata; una molla mutante che rispecchia le sue creature-occhiali dalle forme futuristiche.
Ho avuto modo di rubare queste impressioni quando ho visto Kerin a Palazzo Morando, lo scorso 23 settembre, in occasione dell’evento che ha ospitato i giovani talenti del concorso Who’s on next? organizzato da Vogue per la sezione Talents. Anni di duro allenamento nell’arte dell’imbucarsi mi hanno permesso di regalarvi gli scatti che accompagnano questo articolo. Oltre alle creazioni di A Morir, vi segnalo quelle di Francesco Ferrari e Tommaso Anfossi del marchio CO|TE, e gli inediti abbinamenti di Stella Jean, Cristina Miraldi, Thomas Blakk, per dirne alcuni.
Io guardavo e pensavo a tutti quei percorsi che avevo davanti, quelli dei talenti che si sono esibiti all’evento. Si confessavano al microfono. Audacemente e generosamente, senza falsi pudori, con la capacità di mettersi in gioco e di svelarsi. C’è chi ha detto di avere il cuore pulsante per la possibilità offertagli di esibirsi nel campo della moda, un’arena senza pregiudizi (senza pregiudizi???), e c’è chi ha rivelato di palpitare nel mostrarsi per quello (o per chi) che si vuole diventare.
Possiamo dire che ci sono riusciti? “Facciamo che” ci sono riusciti. Facciamo che questo è un augurio. Facciamo che giochiamo al facciamo che e rivoluzioniamo un po’ tutto quello che c’è in giro, regalando un po’ di questa fantasia anche alle loro espressioni. Facciamo che A Morir significa Amore a lunga scadenza, come un augurio che li accompagni in questo percorso!

Informazioni sull'autore Hara Kei

Ama tutto quello che prevede un'idea e una progettazione ragionata. Come per le scarpe e i vestiti che le piacciono. Però si occupa di Digital PR, fashion e non. Campana d'origine (oltre che stonata), ha vissuto ad Urbino come nel paese dei balocchi e oggi, quando non è in treno, vive a Milano. Ama definirsi in perenne fase di allestimento (come le vetrine), alla ricerca dell'equilibrio. Ostinata e senza fatica, cammina su altezze precarie di ogni tipo e dimensione. Impavida e con un metro e sessanta di risorse. Citazioni? "Vorrei essere anch'io una donna-filo di perle. Tuttavia, mi devo rassegnare all'evidenza: sono una collana di strass colorati, nevrastenica e talvolta acida". // Twitter: @Lara_crof [continua]

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