Elicotteri VS motoseghe: Rebuild the wall

Scritto il 06-10-2011 in Why Not? da


Le cose degli altri non si toccano. Da bambino mia mamma me lo ripeteva sempre e, a onor del vero, ogni tanto mi tocca ripeterlo pure a Gazduna. Che ci volete fare, è un essere tattile e decisamente curioso. Pare, tuttavia, che in Canada le cose vadano diversamente, altrimenti non riuscirei proprio a spiegarmi la storia che sto per raccontarvi. Nel 2001, infatti, i Luther Wright & The Wrongs, gruppo alternative country di Ontario, hanno deciso di mettere mano a “The Wall”, arcinoto concept album dei Pink Floyd, per riadattarlo in chiave country. Il risultato di questa grottesca operazione è, per l’appunto, “Rebuild the wall”, un album che profuma di frontiera e carne affumicata.
La rivoluzione sonora dello sceriffo Luther e dei suoi accoliti fa piazza pulita delle sonorità rock presenti nell’opera originale: laddove c’erano epici assoli di chitarra, troviamo ora spensierati riff di banjo e i celeberrimi elicotteri che aprivano “Another brick in the wall – Part II” hanno ceduto il passo a un concertino di motoseghe.
Chi si fosse incuriosito può ascoltare gratuitamente Goodbye Blue Sky (Track 7), oppure trovare l’intero album qui e qui. Gazduna lo ascolta in loop da alcune settimane ed è pronto a giurare che i sei canadesi non abbiano affatto sciupato quello che lui considera uno dei dischi più belli di sempre.

Informazioni sull'autore Zaziwo Ford

“Magico a giorni alterni, Zaziwo Ford millanta la risoluzione di problemi a chi da essi è afflitto. Vende abilmente lo stesso fumo entro il quale, poi, scompare cercando la via di casa. Aiutatelo.” Questo sta scritto sul cartellino posto davanti alla gabbia in cui vive il buon Zaziwo allo Zoo comunale del mondo di Oz, primo sentiero a destra, tra il leone fifone e lo spaventapasseri arrugginito. Intendiamoci: ci si trova benissimo. Cibo a volontà, nessuna seccatura e tanto tempo per guardarsi attorno. Ogni tanto, poi, lo facciamo uscire. E allora si sbizzarrisce. Dice a tutti di vivere in un luogo (ovviamente inventato) chiamato Fano, di occuparsi di web 2.0 (o qualcosa del genere) e di scrivere articoli per un blogazine che chiama Gazduna. Quassù lo conosciamo tutti e non abbiamo ragione di credere che sia pericoloso. Se non dimostrasse di amarla così tanto, nemmeno lo terremmo chiuso in gabbia. Ama leggere e scrivere ma detesta far di conto. Divora film e musica a un ritmo quasi sconveniente. [continua]

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